Il Colle del Lys ha risuonato di memoria e musica sabato sera, 5 luglio, con il concerto dei Big del folkrock italiano Modena City Ramblers, evento clou della trentesima edizione di Eurolys, l’iniziativa culturale che da 30 anni riunisce giovani da tutta Europa per riflettere sui valori della Resistenza e della cittadinanza europea. In un piazzale gremito e immerso nella suggestione delle montagne delle Valli di Lanzo, la famosa band emiliana ha proposto una scaletta intensa, tra ballate popolari, inni resistenti e ritmi folk rock, accompagnata da un pubblico partecipe e commosso. Tutti brani tratti da “Appunti Resistenti”, il tour che i Modena stanno portando in giro per l’Italia, ha trovato qui una delle sue tappe più simboliche, a pochi giorni dalla commemorazione dell’eccidio del 2 luglio 1944, quando trentadue partigiani della 17ª Brigata Garibaldi furono trucidati dai nazisti proprio su questo colle.
Un luogo carico di storia che la musica ha saputo onorare con autenticità. In apertura si è esibita Rossana De Pace, giovane voce che ha portato sul palco un set acustico dedicato alla libertà e alla memoria, aprendo con delicatezza e intensità la serata. Poi, con l’arrivo sul palco dei Modena City Ramblers, il pubblico si è lasciato trasportare in un viaggio tra canti popolari e resistenza civile, con brani come “I Cento Passi”, “Ebano” e naturalmente “Contessa”, “In un giorno di pioggia” e altri classici del repertorio.
Il gruppo ha più volte sottolineato dal palco la potenza simbolica del Colle del Lys e l’importanza di tenere viva la memoria: «Le Valli di Lanzo sono un luogo dove si respira la Resistenza in ogni roccia, in ogni fiore», hanno detto con emozione i musicisti dopo il concerto. Il momento più intenso è arrivato alla fine, con una versione partecipatissima di “Bella Ciao”, cantata all’unisono da centinaia di persone e chiusa con un grido che è ormai più che uno slogan: “Piemonte Antifascista!”.
Il concerto, promosso da ARCI Valle Susa-Pinerolo APS con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, ha confermato ancora una volta la capacità della musica di farsi veicolo di storia e memoria, linguaggio collettivo e ponte tra generazioni. La cornice naturale del Colle, il clima di rispetto e partecipazione, l’energia della band e l’attenzione delle istituzioni hanno fatto di questo appuntamento non solo un evento musicale, ma un vero – e sentito – rito civile.
Eurolys, che ha visto nei giorni precedenti incontri, proiezioni e attività con giovani provenienti da diversi paesi europei, si è così conclusa nel modo più potente ed evocativo possibile: con una serata che ha unito passione e impegno, identità locale e orizzonte europeo, memoria e presente. Una serata in cui le canzoni hanno parlato la lingua della libertà, e la montagna ha risposto, ancora una volta, con la sua voce di pietra e vento.