In una delle sue ultime uscite pubbliche come curatore di una bellissima mostra di chitarre che si tenne alla Società Operaia di Ciriè nel giugno del 2023, chi scrive scoprì dell’altra sua arte, quella figurativa e pittorica che, insieme al vecchio amore delle sei corde lo avrebbe accompagnato fino ai suoi ultimi giorni di vita. Si è spento ieri all’ospedale di Ciriè Angelo (Aio) Riposio, storico chitarrista in diverse band del territorio, pittore sorprendente e gran bella persona.
Che fosse con la chitarra o col pennello, un artista dalla profonda sensibilità, che lascia un’eredità fatta di note vibranti e colori intensi. Come emerge dall’intervista di due anni fa che l’amico storico Ivano Montagna condivise con questa redazione, la sua vocazione era duplice. La pittura, iniziata con gli acquerelli fin dall’infanzia, rappresentava per lui un momento di pura introspezione. La definiva un’oasi di pace: «un momento solo per me» in cui esistevano «solo il colore, la tela e il pennello e le luci». A questa dimensione solitaria si affiancava la chitarra, la cui passione era «arrivata di botto» dall’età adolescenziale.
La musica era il suo veicolo per la condivisione, un’arte sociale che lo portava ad essere «quasi sempre in giro», a suonare con diversi artisti e a creare un forte legame diretto con loro e con il pubblico. Angelo Riposio ha iniziato la sua carriera musicale nel 1968, «acquistando la mia prima chitarra da 10.000 lire da Verde» e muovendo i primi passi sulle note dei Santana. Dagli anni ‘70 ha plasmato soprattutto la scena musicale della zona in diversi gruppi storici del territorio. La sua militanza chitarristica inizia nel 1971 con i Flowers Of Evil (nome ispirato a Charles Baudelaire, poeta molto amato da Angelo, ndr), con cui suona fino al 1975 e che aveva anche riformato in tempi recenti per alcuni precipui progetti.
Il suo percorso musicale prosegue poi incontrando gli Assoluto Naturale dell’amico maestro Lino Pastore (1977-1978), che si trasformeranno poi nei Freewave, dove militerà, una band che divenne molto nota nei primi anni ‘80, esibendosi spesso all’Hiroshima Mon Amour. E oggi, Lino pastore lo ha salutato così: «Un altro vecchio sognatore se n’è andato per sempre…».
Profondamente innamorato del suo territorio, Angelo Riposio traeva ispirazione diretta dal paesaggio locale, un Canavese che amava per la sua completezza, così come Torino: «abbiamo un po’ di tutto: la collina, il bosco, il fiume». Questi luoghi sono diventati protagonisti emozionanti delle sue tele dove, in taluni casi i ritratti di personaggi illustri ricalcano linee archittettoniche: di città… e di chitarre…


