Villa degli orrori a Ivrea: tra sesso, droga e maltrattamenti
Cronaca nera, Il Caso, Prima pagina
18 Febbraio 2026
Operazione dei Carabinieri nel Canavese: scoperta una rete di squillo attiva per anni in una residenza per feste private

Villa degli orrori a Ivrea: tra sesso, droga e maltrattamenti

Un 59enne gestiva il giro di meretricio in una "stanza dell'amore" chiedendo affitti settimanali alle donne; coinvolto anche un 31enne per lo spaccio di crack e cocaina durante i festini

Dietro la facciata di una villa adibita a eventi e feste nel Canavese si nascondeva, secondo gli investigatori, una sistematica attività di sfruttamento della prostituzione. I Carabinieri della Sezione Operativa di Ivrea, coordinati dalla Procura eporediese, hanno smantellato un giro d’affari illegale che andava avanti dal 2017.

L’indagine e le misure cautelari

L’inchiesta è culminata nell’esecuzione di un’ordinanza di obbligo di dimora per un italiano di 59 anni. Un secondo uomo, un 31enne, è stato denunciato a piede libero: è gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio. Secondo la ricostruzione dei militari, i due si occupavano di reperire crack e cocaina da consumare durante gli incontri con i clienti all’interno della struttura.

Il sistema del “meretricio a canone”

Il 59enne, che viveva stabilmente nella villa, utilizzava siti d’incontro per reclutare le donne, prevalentemente di origine sudamericana. Il meccanismo era spietato:

  • Il reclutamento: L’uomo individuava i clienti e offriva i locali della villa per le prestazioni.

  • Il profitto: Oltre a una percentuale su ogni incontro, l’indagato esigeva dalle donne un vero e proprio affitto settimanale per l’uso delle stanze.

  • La “stanza dell’amore”: Durante una perquisizione nel marzo 2024, i Carabinieri hanno scoperto una camera allestita appositamente per le attività illegali, dove è stata sorpresa una delle dieci donne coinvolte nel giro.

Violenze e maltrattamenti

Il quadro investigativo è reso ancora più cupo dalle condotte emerse nei confronti dell’ex compagna dell’indagato. La donna sarebbe stata vittima di violenze e maltrattamenti fin dal 2017, costretta a prostituirsi e a consegnare all’uomo parte dei propri guadagni.

L’indagato dovrà ora risiedere in un comune del Canavese sotto stretta sorveglianza dell’Autorità Giudiziaria. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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