Cirié ieri, martedì 10 gennaio, ha dato l’ultimo saluto a Davide Signanini, una figura che nella sua discrezione incarnava un patrimonio culturale raro. Davide se n’è andato da solo, nella casa che un tempo condivideva con i suoi anziani genitori, scomparsi da qualche anno, lasciando un vuoto che solo il silenzio di diversi giorni ha svelato. A ritrovarlo sono stati quegli amici che non avevano mai smesso di cercarlo, testimoni di un legame che andava oltre la sua tendenza alla riservatezza.
Intellettuale a tutto tondo, Signanini – come raccontava ieri l’amico dai tempi del liceo Cristiano Tibaldeschi – era un profondo conoscitore e amante dello stile Mod, del glam rock e delle atmosfere dei Sixties. La sua vita era intrecciata alla musica, tanto che molti dei suoi amici più cari sono musicisti che lui seguiva (dalle prove ai concerti) e che con lui hanno condiviso passioni e visioni estetiche di un mondo che Davide – con la sua perenne aria british- portava addosso con eleganza e coerenza.
(«La foto in trio con Davide tra me e Alberto – spiega Cristiano Tibaldeschi – è una delle immagini a cui sono più legato, appesa in casa mia per anni. Eravamo fuori dal Teatro Juvarra il 16 ottobre 2004, gli Statuto nel concerto di Addio a Torino, fortunatamente solo temporaneo, RIP Hombre…»)
Purtroppo, la burocrazia del funerale – che in un primo tempo sarebbe dovuto esere comunale ma che poi è stato pagato da una persona cara di Davivde – non ha reso giustizia alla ricchezza della sua vita. Le esequie, celebrate ieri mattina al Cimitero di Cirié per esigenze relative al già troppo tempo passato dal deceso e con un preavviso quasi nullo, hanno impedito alla rete di amici e conoscenti più “lontani” di organizzare quell’addio corale che Davide avrebbe meritato. Una cerimonia “minimal”, comunicata all’ultimo istante, che ha visto partecipare i cari più stretti che sono riusciti a sganciarsi dal lavoro e che ha lasciato l’amaro in bocca a chi sperava di poter concordare un momento di saluto collettivo.
Alcuni amici sono però riusciti a essere presenti, portando un mazzo di fiori e una fotografia — scattata da chi gli voleva bene — che ora riposa sulla sua tomba in terra. Davide riposa al cimitero cittadino, a sinistra della croce centrale. Con lui scompare una sensibilità d’altri tempi, che continuerà a vivere nei dischi e nei ricordi di chi ha saputo guardare oltre la sua precipua parabola umana ed esistenziale.


