Un bilancio che parla di flussi costanti e controlli serrati quello presentato oggi, 30 gennaio 2026, dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane presso l’aeroporto “Sandro Pertini”. Durante tutto il 2025, l’attività di contrasto al traffico illecito di denaro contante ha permesso di monitorare movimentazioni per circa 6 milioni di euro.
l piano d’azione, concentrato soprattutto sui voli considerati “a rischio”, ha portato a risultati significativi:
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579 passeggeri fermati: Viaggiatori che tentavano di varcare il confine senza presentare la dichiarazione valutaria obbligatoria.
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150.000 euro di sanzioni: L’ammontare complessivo delle multe comminate ai trasgressori.
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70.000 euro sequestrati: Somme sottratte a passeggeri recidivi (già sanzionati negli ultimi cinque anni).
Il caso del “furbetto” del fisco
Tra i vari interventi ne spicca uno di particolare rilievo penale. Un passeggero, fermato con il contante al seguito, è risultato avere un debito con l’Erario superiore ai 50.000 euro. Per lui è scattata la denuncia alla Procura per “Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte” e il contestuale sequestro preventivo di 17.000 euro.
Le regole e l’oblazione
Le fiamme gialle ricordano che la normativa vigente impone l’obbligo di dichiarazione per chiunque trasporti somme pari o superiori a 10.000 euro. La maggior parte dei trasgressori intercettati lo scorso anno ha scelto la strada dell’oblazione, ovvero il pagamento immediato della sanzione ridotta per chiudere il contenzioso amministrativo.
Sicurezza e antiriciclaggio
L’attività non si ferma alla semplice multa. Grazie al protocollo d’intesa tra Guardia di Finanza e Dogane, ogni sequestro avvia approfondimenti investigativi per:
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Verificare la provenienza lecita del denaro.
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Escludere operazioni di riciclaggio.
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Analizzare i profili di rischio dei passeggeri in transito.


