Violenza di genere: dopo il sangue, il protocollo per fermare gli autori
L’AslTo3 e la Questura firmano un’intesa storica
Violenza di genere: dopo il sangue, il protocollo per fermare gli autori
Con il progetto “Sorry”, l'obiettivo è la prevenzione reale: «Intervenire sulle cause per evitare nuovi episodi di cronaca»

L’eco dell’ultimo drammatico episodio di violenza di genere, avvenuto solo sabato scorso nel Ciriacese, non si è ancora spenta. Eppure, proprio dalla consapevolezza che la sola repressione non basti, nasce un segnale concreto dalle istituzioni: il protocollo d’intesa tra Questura di Torino e AslTo3. L’obiettivo è ambizioso quanto necessario: intervenire sugli autori delle violenze prima che il gesto si ripeta.

Il “Modello Sorry”: un freno alla recidiva

Al centro dell’accordo c’è il CUAV (Centro per Uomini Autori di Violenza) “Sorry”. Il meccanismo è operativo: al momento dell’ammonimento del Questore, l’uomo viene informato della possibilità di intraprendere un percorso di recupero su base volontaria. «Intervenire sugli autori significa agire in una logica di prevenzione reale», spiega Alessandro Bonansea (Direttore Psicologia AslTo3). Non si tratta di giustificare, ma di costringere alla responsabilità: percorsi di almeno un anno per scardinare stereotipi e modalità relazionali violente.

Una rete contro l’isolamento

Il Direttore Generale Giovanni La Valle rivendica il primato dell’AslTo3, prima in Piemonte a formalizzare tale intesa: «La sanità non deve solo curare le ferite, ma intervenire sulle cause». Un approccio sostenuto con forza dall’assessore regionale Federico Riboldi, che vede nel “fare rete” l’unica via per garantire sicurezza. Il protocollo vede infatti la firma di realtà storiche del terzo settore, dal Gruppo Abele al Cerchio degli Uomini, unite per monitorare e rieducare chi agisce violenza, proteggendo così – indirettamente ma efficacemente – donne e minori.

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