Mistero a La Mandria: strage di pesci nel Rio Valsoglia -Photogallery-
Acque torbide e moria improvvisa: si sospetta l'avvelenamento nell'oasi protetta
Mistero a La Mandria: strage di pesci nel Rio Valsoglia -Photogallery-
L'Arpa indaga sulle cause

Un inquietante fenomeno sta interessando il cuore verde del Parco naturale de La Mandria. Nel Rio Valsoglia, il corso d’acqua che attraversa le aree pubbliche e private della zona protetta, è stata rinvenuta una massiccia moria di pesci. Esemplari di cavedani, trote e scazzoni sono stati trovati senza vita lungo diverse zone del torrente, facendo scattare immediatamente l’allarme.

La scoperta e l’ipotesi avvelenamento

Le prime segnalazioni sono arrivate dai guardaparco dell’Ente e dalle guardie ambientali volontarie. L’aspetto del Rio al momento del ritrovamento non lasciava presagire nulla di buono: acque torbide e una colorazione insolitamente scura.

Secondo Silvano Sanna, presidente del sodalizio Tutela Stura di Lanzo, i dubbi sulla natura del fenomeno sono pochi: «Si tratta quasi certamente di un avvelenamento. In questo periodo la portata del canale è molto bassa per via delle manutenzioni annuali. Questo significa che eventuali sversamenti tossici, che con portate normali verrebbero diluiti o passerebbero inosservati, diventano letali per la fauna ittica».

Indagini in corso: attesi i rilievi ARPA

Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per effettuare i campionamenti necessari. Le analisi si concentreranno su due fronti: caratterizzazione fisico-chimica dell’acqua e test di tossicità per identificare la sostanza killer.

Al momento, l’ipotesi degli investigatori è che qualcuno abbia sversato sostanze nocive a monte, approfittando forse della posizione isolata o della confusione legata ai lavori di manutenzione.

Il monitoraggio dei Parchi Reali

Stefania Grella, direttrice dell’Ente di gestione dei Parchi Reali, invita alla cautela in attesa dei risultati ufficiali. Il Rio Valsoglia capta le sue acque dalla Stura e a ttraversa il parco per poi confluire nella Ceronda. Fortunatamente, al momento non risultano danni alla fauna ittica nel torrente Ceronda, segno che la contaminazione potrebbe essere stata circoscritta o si sia esaurita lungo il percorso.


Cosa rischia chi ha inquinato?

Se venisse accertato lo sversamento doloso o colposo, i responsabili andrebbero incontro a conseguenze pesantissime. La normativa italiana sul reato di inquinamento ambientale è severa e prevede:dSanzioni amministrative per diverse migliaia di euro; obbligo di ripristino dell’ecosistema danneggiato. pene detentive (nei casi più gravi previsti dal Codice Penale).

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