Se volete misurare la temperatura della crisi iraniana, non guardate i talk show: guardate i tabelloni delle stazioni di servizio lungo la Provinciale 1. Mentre gli occhi del mondo sono puntati sui droni e i missili sopra Teheran e Tel Aviv, la realtà dei fatti picchia duro nel portafoglio di chi, ogni mattina, deve mettersi in auto per lavoro.
TORINO VALLI DI LANZO SP1 CARO BENZINA
Le immagini catturate in queste ore tra Cirié e Lanzo parlano chiaro. Il Diesel ha ufficialmente sfondato la barriera psicologica dei 2,069€ al litro (fino a punte di 2,21€ per il servito). La Senza Piombo insegue a ruota, assestandosi sopra l’ 1,84€. Non sono solo numeri: è il costo diretto dell’incertezza geopolitica che si scarica sulla quotidianità di un territorio che vive di logistica, manifattura e pendolarismo.
«L’altro giorno era a 1,90€, stamattina ho trovato la sorpresa», racconta un autotrasportatore fermo alla Tamoil sulla SP1. Il clima che si respira è di rassegnazione mista a rabbia. Se i venti di guerra continuano a soffiare così forti, il rischio è che il “caro benzina” diventi solo l’antipasto di una crisi più profonda che toccherà riscaldamento e beni di prima necessità.
(Foto Costantino Sergi)


