Grande successo al teatro di Alba per l’attrice di Viù Alessia Donadio
Sua la regia di "Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome", che ha chiuso la rassegna "Diritti a Teatro"
Grande successo al teatro di Alba per l’attrice di Viù Alessia Donadio
Sul palco Monica Martinelli ha fatto parlare la pioniera del femminismo militante a vecchie e nuove generazioni

Applausi scroscianti del Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba domenica sera al termine dello spettacolo “Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome”, che ha chiuso la rassegna “Diritti a Teatro 2025/2026” organizzata dalla compagnia Teatro del Fiasco. Un successo che porta la firma di Alessia Donadio, l’attrice di origini viucesi che ha curato con l’assistenza di Luana Doni la regia – la sua prima regia ufficiale – del monologo interpretato da Monica Martinelli e che già aveva contribuito alle sorti della rassegna salendo sul palco del Teatro Moretta di Alba il 14 e il 15 gennaio con “Il discorso di Chicchi”, con testo e regia di Monica Luccisano.

In occasione dell’8 Marzo, è stata proposta un’interessante operazione di recupero di una figura cardine del femminismo militante italiano, Carla Lonzi, che all’inizio degli anni 70 abbandonò l’ambiente della critica d’arte e fondò il gruppo Rivolta Femminile portando avanti una contestazione radicale non solo della cultura patriarcale ma anche del marxismo e della lotta di classe, rifiutando la parità intesa come omologazione al modello maschile e favorendo l’autocoscienza come strumento di liberazione per le donne. Una battaglia portata anche sul terreno sessuale: celebre la sua distinzione tra piacere clitorideo e piacere vaginale. Su un palcoscenico popolato di manichini femminili, vecchie riviste e di oggetti vintage Monica Martinelli ha fatto parlare Carla Lonzi a vecchie e nuove generazioni. Lo spettacolo è stato preceduto da un’anticipazione sabato mattina a Torino, al Gazebo Forbito del Giardino Sambuy, con la partecipazione delle sue tre curatrici e della storica Maria Teresa Silvestrini, che ha approfondito il legame tra il pensiero femminista e le esperienze sviluppate in Piemonte

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