Procura di Torino al collasso: sciopero e presidio dei lavoratori al Palazzo di Giustizia
Cronaca
7 Maggio 2026
Personale dimezzato e carichi insostenibili: il grido d'allarme dei dipendenti supportato dal Procuratore Bombardieri.

Procura di Torino al collasso: sciopero e presidio dei lavoratori al Palazzo di Giustizia

Accanto ai dipendenti, in un fronte comune inedito, erano presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Usb, oltre a diversi magistrati e al Procuratore Capo

TORINO – Una “macchina senza benzina” che rischia di fermarsi definitivamente. Questa mattina, circa cento lavoratori della Procura di Torino hanno incrociato le braccia, riunendosi in un presidio di protesta davanti al Palazzo di Giustizia. Al centro della mobilitazione, la drammatica carenza di organico che sta mettendo in ginocchio i servizi giudiziari torinesi.

Accanto ai dipendenti, in un fronte comune inedito, erano presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Usb, oltre a diversi magistrati e al Procuratore Capo Giovanni Bombardieri.

I numeri della crisi: organico scoperto al 50%

I dati emersi durante la protesta descrivono una situazione emergenziale. A fronte di una pianta organica che dovrebbe contare 252 unità, gli uffici marciano con sole 140 presenze effettive.

  • Cancellieri, funzionari e assistenti ridotti all’osso.

  • Carichi di lavoro raddoppiati per chi resta.

  • Impossibilità di garantire i servizi essenziali ai cittadini.

Sui cartelli dei manifestanti un unico coro: “Senza personale non c’è giustizia”.

Le voci della protesta: “Non chiediamo soldi, ma organizzazione”

Per i sindacati, la criticità è ormai strutturale. Antonello Solimeno (Usb) ha chiarito la natura della mobilitazione: “Il nostro sciopero non ha finalità economiche, ma organizzative. Si lavora 365 giorni l’anno senza possibilità di recupero psico-fisico”.

Dello stesso avviso Nazzareno Arigò (Uil PA), che punta il dito sulla necessità di un intervento del Ministero: le nuove sfide della Pubblica Amministrazione e la riforma della giustizia non possono essere affrontate con un sistema sottodimensionato.

Solidarietà dai magistrati: “Situazione drammatica”

La presenza dei magistrati al presidio sottolinea la gravità del momento. Il sostituto procuratore Paolo Toso ha usato parole nette definendo la Procura una macchina a secco, mentre il collega Dionigi Tibone ha parlato apertamente di situazione “drammatica”.

“Non riusciamo più a garantire pienamente le attività. La situazione peggiora ogni giorno” — ha avvertito il magistrato Marco Gianoglio.

La fuga verso altri enti

Oltre alla mancanza di nuove assunzioni, il sistema soffre per l’abbandono del personale attuale. Molti dipendenti della giustizia preferiscono transitare verso altre amministrazioni più stabili o con trattamenti migliori, lasciando la Procura di Torino in un costante stato di pressione che mina la qualità del servizio pubblico.

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