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30 giugno 2020 Ciriè Antonello Micali

La pianta è stata portata in località Robaronzino da un antenato della famiglia Calza che arrivava da Nole

Il centenario Bagolaro di Devesi è diventato «albero monumentale»

In passato veniva utilizzato per la realizzazione dei celebri frustini per cavalli

Il centenario Bagolaro di Devesi è diventato «albero monumentale»
Tra le prescrizioni in calce al documento, quello che ne vieta, oltre all’abbattimento, anche eventuali modifiche alla chioma senza specifiche autorizzazioni comunali

Svetta da oltre cento anni nel panorama di Devesi, in località Robaronzino, ed adesso è stato dichiarato albero monumentale: non solo un riconoscimento fine a se stesso, ma una concreta tutela naturalistica per il suo futuro. Ed anche una bella soddisfazione per i suoi proprietari, che godono della sua secolare bellezza e della sua ombra praticamente da sempre.


Il provvedimento, in base all’accordo interministeriale che lo ha ispirato ed ai passaggi ed accertamenti regionali condotti dall’agenzia Ipla, che l’hanno determinato, è stato comunicato a Domenica Calza, consigliera comunale e nostra storica firma, dagli uffici competenti comunali che ne hanno seguito l’iter e ricevuto il riscontro dalla Regione Piemonte in questi giorni.
Tra le prescrizioni in calce al documento, quello che ne vieta, oltre all’abbattimento, anche eventuali modifiche alla chioma senza specifiche autorizzazioni comunali.

Si tratta di un Bagolaro (Celtis Australis – chiamato anche romiglia, spaccasassi o albero dei rosari è una pianta spontanea appartenente alla famiglia Ulmaceae), anche noto per essere stato in passato utilizzata per la realizzazione dei celebri frustini per cavalli che nel secolo scorso hanno caratterizzato una delle attività più tradizionali della vicina Nole Canavese.

«Quell’albero, cui naturalmente tutta la mia famiglia è affezionata, è presente nel nostro giardino da ben prima che io nascessi. Era stato portato e piantato lì proprio da un antenato che arrivava da Nole – riferisce Domenica Calza, capogruppo di maggioranza e storica docente di Lettere – l’abbiamo sempre ammirato e curato, ed ora a maggior ragione, naturalmente, alla luce della sua iscrizione nel registro degli alberi monumentali con, se possibile, un ulteriore senso di orgoglio e responsabilità»

AAA