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08 dicembre 2020 Caselle Redazione

Grazie alle indagini del distaccamento di Caselle del Nucleo Carabinieri Cites

Commercio illegale di avorio: statuine, zanne e altri manufatti mettono nei guai 27 persone

Nell’ambito della campagna “Golden tusks”, finalizzata al contrasto del fenomeno

Commercio illegale di avorio: statuine, zanne e altri manufatti mettono nei guai 27 persone
Cronaca nera Ambiente
«La vendita di tali manufatti, cosi come imposto dalla stessa convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna minacciate di estinzione e recepita dall’UE con il Reg. 338/97, è sempre vietata, salvo specifiche deroghe espressamente concesse dall’Autorità competente»

Denunciate dai carabinieri 27 persone,  sequestrati 258 oggetti in avorio, tra statuette, zanne lavorate e lisce ed oggettistica varia, per un valore stimato di oltre 150.000 Euro. È il bilancio dell'ultima operazione del Nucleo Carabinieri Cites a Caselle. Nell’ambito della campagna “Golden tusks”, finalizzata al contrasto del commercio illecito di parti e prodotti derivati in avorio che, come è ormai arci noto è un fenomeno oltreché illegale, odioso e ormai intollerabile. 

il Nucleo Carabinieri C.I.T.E.S. – Distaccamento di Torino Caselle, preposto a tale attività, ha infatti eseguito negli ultimi mesi una serie di controlli su siti web, antiquari e case d’asta nelle province di Torino, Novara, Verbania e Vercelli, riscontrando numerose irregolarità.


Il fenomeno appare sostanzialmente diffuso tra gli operatori del settore che detengono a qualsiasi titolo materiale in avorio (in particolare di Loxodonta africana – Elefante africano, incluso nella massima tutela dalla Convenzione di Washington, poiché a grave rischio di estinzione, in considerazione dell’uccisione di migliaia di esemplari ogni anno per il bracconaggio finalizzato al prelievo delle zanne), nella maggioranza dei casi senza la necessaria documentazione che attesti la possibilità di esposizione e vendita come stabilito dalla Legge 150/1992.


«La vendita di tali manufatti, cosi come imposto dalla stessa convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna minacciate di estinzione e recepita dall’UE con il Reg. 338/97, è sempre vietata, salvo specifiche deroghe espressamente concesse dall’Autorità competente, questo anche qualora lo stesso materiale rientrasse tra quello definito “antico” (antecedente il 1947)», precisano dal nucleo.


La Convenzione di Washington stipulata nel 1973, a cui hanno aderito 182 paesi nel mondo, nasce allo scopo di regolamentare i commerci internazionali di animali e piante in via di estinzione e di loro parti e derivati. Tale commercio infatti è un fenomeno in grande espansione e rappresenta un importante business illegale. È il quarto traffico illegale più grosso al mondo dopo droga, armi e tratta degli esseri umani. Per il traffico illegale di animali e piante in via di estinzione si stima, realisticamente, un volume di affari mondiale annuo superiore ai 20 miliardi di dollari.

AAA