Agricoltura torinese, Coldiretti celebra i 25 anni della “Legge di Orientamento” nel ricordo di Carlin Petrini
Ricorre il venticinquennale dal varo della “legge di orientamento”, la storica norma che ha esteso gli ambiti di lavoro dell’agricoltura italiana, traghettandola dalla tradizionale produzione di cibo alla moderna “multifunzionalità agricola”. Una ricorrenza importante ma segnata oggi dalla tristezza per la scomparsa di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food.
«Una figura che ha condiviso i valori della dignità del lavoro agricolo, un grande sostenitore dei mercati contadini, della dedizione alla qualità e della cura dell’ambiente», ricordano con profondo cordoglio il presidente e il direttore di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici e Carlo Loffreda.
(Bruno Mecca Cicci)
Come è cambiata l’agricoltura a Torino e provincia
Dopo 25 anni dal varo della legge – fortemente voluta da Coldiretti e firmata dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio – l’agricoltura torinese ha decisamente cambiato volto. Le aziende agricole hanno cessato di essere soltanto centri di produzione agroalimentare per trasformarsi in erogatori di servizi sul territorio.
I numeri fotografano una realtà ormai consolidata in provincia di Torino:
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Agriturismi: oggi se ne contano ben 150 sul territorio provinciale, con un’offerta complessiva che supera i 1.500 posti letto.
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Fattorie didattiche: sono attualmente 79 le realtà regolarmente iscritte negli elenchi della Regione Piemonte.
Grazie alla norma, ambiti un tempo impraticabili sono diventati accessibili. Come spiega il presidente Bruno Mecca Cici, la multifunzionalità permette ai giovani di unire la coltivazione alla passione per la cucina, per l’accoglienza o per il sociale, attrezzando le strutture per ospitare bambini, anziani o persone fragili a contatto con la natura.
Un presidio strategico contro l’isolamento dei territori
La multifunzionalità si rivela sempre più strategica per le aree interne o con una scarsa offerta di servizi. Jacopo Barone, presidente di Terranostra-Campagna Amica, evidenzia come la presenza di un agriturismo rappresenti spesso l’unica offerta di ristorazione e ospitalità in piccoli Comuni fuori dai circuiti turistici tradizionali, ma ricchi di potenzialità naturalistiche ed enogastronomiche.
Allo stesso modo, l’agricoltura sociale e le fattorie didattiche offrono risposte concrete alle esigenze delle comunità locali, collaborando con ASL, consorzi socioassistenziali e amministrazioni comunali. Dove mancano asili, centri estivi o luoghi di aggregazione, le aziende agricole multifunzionali operano oggi come un presidio sociale fondamentale al servizio del cittadino.


