Cronaca nera
18 Gennaio 2012

I disegni dei bambini in ricordo del piccolo Alessandro

Dopo la tragedia, il silenzio. Sono passate alcune settimane dalla tragica morte di Alessandro Sgrò, il bambino investito a Torino, con i suoi genitori, in corso Peschiera, da un pirata della strada non ancora individuato dalle forze dell’ordine. La marcia silenziosa di migliaia di casellesi, i funerali, rappresentano solo una parte di questo mosaico, formato da tante tessere, che compongono un unico, straziante, indicibile dolore. Ora sono i bambini che parlano, ma nel modo a loro più consono, attraverso i disegni, i colori. Frasi semplici, ma insieme struggenti, che raccontano quanto la lama del dolore, causato dalla tragica morte di Alessandro, abbia attraversato i loro pensieri. Sono compagni di classe, di catechismo, di gioco.
Di quei giochi spensierati a cui Alessandro è stato sottratto per sempre. Non c’è rabbia nelle loro frasi, desideri di vendetta o di odio. Ma ricordi genuini, spontanei, dettati dalla quotidianità dell’infanzia, scandita dalle sue fasi e dai suoi momenti. C’è chi ricorda di aver giocato a soldatini con lui, chi non l’ha conosciuto ma è certo che ora sia in paradiso, accanto a Gesù. Pensieri, cuori, ma su tutto spiccano angeli. Perché secondo questi bambini, nel loro modo di interpretare un evento così grande ed inspiegabile come la morte, Alessandro è diventato un Angelo. Ed è rappresentato sotto queste vesti. Un piccolo Angelo salito in cielo, e che da lassù li protegge.
Sono tanti i disegni realizzati appunto da bambini per ricordare un bambino come Alessandro. Sono esposti in questi giorni nella Chiesa dei Battuti. Qualcuno potrebbe obiettare ad un “muro del dolore”, non strettamente necessario, in questa fase di per sé già straziante per molti. Ma quei colori, quei disegni, dimostrano il trionfo dell’amore, nonostante tutto. Per i bambini, la morte, questo evento così inspiegabile e lontano dalle loro esistenze quotidiane, si può solo esorcizzare con la vita.
Ed ecco che Ale torna ad essere, ancora una volta, l’inseparabile compagno di giochi, un grande amico che resterà nel cuore di tutti. Grandi e bambini.

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