Ambiente, Prima pagina
28 Dicembre 2021
È stato stipulato oggi tra il Tavolo Animali & Ambiente e il Coaarp

Storico accordo tra animalisti e agricoltori sul problema della diffusione dei cinghiali

Prodotto anche un manifesto con cinque punti comuni, quasi tutti "anti caccia"

Storico accordo tra agricoltori e animalisti, una svolta che potrebbe determinare un profondo cambiamento nell’affrontare il problema cinghiali. Accade in Piemonte, dove Il Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU, OIPA, PAN, PRO Natura e SOS Gaia e il COAARP (Comitato Amici degli Ambienti Rurali Piemontesi) hanno appena firmato congiuntamente un concordato che segnerà un giro di boa nell’affrontare il problema della diffusa presenza della specie cinghiale.

«Come primo inizio di linee comuni – dichiarano i promotirti dell’i iniziativa  – oggi (martedì 28 dicembre) alle ore 12.00 è stato ufficializzato un accordo tra il COAARP (Comitato Amici degli Ambienti Rurali Piemontesi) e il Tavolo Animali & Ambiente, atto unico a livello Nazionale, che sancisce un patto
tra gli agricoltori e il mondo scientifico dell’ambientalismo. Un accordo tra associazioni ambientaliste e animaliste con gli agricoltori contro l’attività venatoria considerata dannosa e inutile per risolvere il problema cinghiali nella direzione del benessere degli
animali».

Già un anno fa, nel convegno organizzato dal Tavolo: “Cinghiale è ora di cambiare- La parola alla scienza. Strategie diverse per una convivenza pacifica con la fauna selvatica” consultabile sul sito web del Tavolo Animali & Ambiente,era emerso che le soluzioni cruente basate sull’abbattimento e affidate ai cacciatori non si sono mai dimostrate efficaci, oltre che eticamente inaccettabili.

Il manifesto tra agricoltori e ambientalisti che consegue dall’accordo stipulato oggi naturalmente è stato discusso e concordato sulla base dei punti in comune che esistono tra le parti che «pur nella differenza degli interessi rappresentati e delle diverse metodiche di approccio al problema», convenendo sull’analisi della situazione e proponendo 5 punti cardine.

1 – La riduzione numerica della specie cinghiale sul territorio a livelli
compatibili è obiettivo irrinunciabile a partire dalla corretta applicazione dell’art. 19
della Legge n. 157/1992, che antepone gli interventi ecologici a quelli cruenti,
affidando la gestione agli enti pubblici e non ai cacciatori. La gestione del cinghiale
deve essere sottratta al mondo venatorio, che non ha alcun interesse a vedere ridotta
numericamente la specie e per il quale è fin troppo evidente il conflitto d’interesse. Le attività di controllo competono alle Province e alla Città Metropolitana di Torino attraverso il proprio personale e non ai cacciatori.

2 – L’agricoltore ha diritto di poter raccogliere ciò che semina
I ristori, peraltro doverosi che arrivano dalla politica, interessano poco: alle già tante
difficoltà create dagli eventi atmosferici, non vi è bisogno si aggiungano le calamità
create dal mondo venatorio per soddisfare i propri interessi ludici ed economici.

3 – L’attività venatoria non costituisce alcun valore aggiunto per l’agricoltura
Il cacciatore usufruisce gratuitamente dei terreni privati, coltivati e non, a spese dei
proprietari e spesso è anche di ostacolo ad utilizzi turistici e culturali in grado di
sviluppare economie locali ecologicamente compatibili. L’agricoltore ha il diritto di poter escludere dai propri fondi coloro che ritiene possano essergli causa di danni. Il superamento della deroga pro caccia dell’art. 842 del Codice Civile, che consente al cacciatore di poter entrare nei fondi privati contro il volere del proprietario, dovrà trovare accoglimento da parte del legislatore.

4 – NO alla realizzazione di una filiera della carne di cinghiale
L’ipotesi della realizzazione di una filiera della carne di cinghiale determinerebbe unicamente la permanenza e l’incremento dell’attuale situazione

5 – Il futuro dell’attività agricola
Sarà nel tempo sempre più improntato a produzioni ecologicamente sostenibili,
rispettose degli equilibri ambientali e del benessere degli animali nonché valorizzanti le
produzioni e le eccellenze locali con il saggio decremento delle importazioni dai Paesi
esteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
ALLARME PREDAZIONI NEL TORINESE
ALLARME PREDAZIONI NEL TORINESE
L'episodio alle 11 del mattino in una struttura della Vauda. Il proprietario rincorre il predatore. Il tema riapre la discussione sui piani di contenimento regionali
di Redazione 
19 Agosto 2026
Un nuovo episodio riporta al centro del dibattito la presenza del lupo nelle campagne del Torinese. L'attacco si è verificato a Lombardore, all'intern...
Scivola tra le rocce e finisce nella Stura al “Ponte del Diavolo”: paura per un 15enne, mobilitati i soccorsi
ALLARME LUNGO LE SPONDE DEL FIUME
ALLARME LUNGO LE SPONDE DEL FIUME
Il giovane è caduto battendo schiena e testa, forse per un malore dovuto al caldo. Mobilitati Elisoccorso del 118, Sommozzatori e Vigili del Fuoco. Il ragazzo è al pronto soccorso di Ciriè
di Redazione 
18 Agosto 2026
Momenti di grande apprensione nel pomeriggio di oggi lungo le sponde della Stura di Lanzo, nella zona che ormai tutti conoscono come la "spiaggia del ...
Mezzenile pronta per la Festa di San Bartolomeo: una svolta “storica” con il primo Soprapriorato
TRADIZIONI E NOVITÀ NELLE VALLI DI LANZO
TRADIZIONI E NOVITÀ NELLE VALLI DI LANZO
Da giovedì 20 a domenica 23 agosto quattro giorni di eventi, concerti e momenti religiosi. Ben 23 Soprapriori affiancheranno i priori Andrea, Ana, Gianluca e Alessia. E spunta un misterioso ventiquattresimo...
18 Agosto 2026
MEZZENILE – È tutto pronto a Mezzenile per uno degli appuntamenti più attesi e sentiti dell’estate nelle Valli di Lanzo. Da giovedì 20 a domenica 23 a...