A metà febbraio, con il calendario già avviato e le copie del giornale andate a ruba in edicola, a Vallo e Varisella si continua a parlare degli “Umarell Va-Va”. Segno che quella che poteva sembrare una trovata simpatica è diventata, nel tempo, una presenza stabile nella vita dei due paesi.
Lunedì 2 febbraio, primo giorno “festivo” della settimana per i pensionati e, nel caso specifico, giorno di paga, gli “Umarell Va-Va” del “Nucleo controllo cantieri” di Vallo-Varisella hanno alzato il sipario sul calendario 2026. Parte da febbraio – perché le cose vanno fatte con calma – con i giorni rigorosamente in rosso e una particolarità: gennaio 2026 era già nel calendario precedente e quello nuovo si spinge fino a gennaio 2027. Una scelta che racconta, con ironia, lo spirito del gruppo.
Il sodalizio è nato nel 2023 davanti a un caffè al bar del “Circul” di Silvia e Sergio, da un’idea di Fausto Di Cicco, ex finanziere, Ausilio Bergero, già sindaco di Vallo, insieme a Valter Colombatto e Fiorenzo Bertolotti. Dai quattro fondatori si è passati in breve tempo a sette, poi otto, fino agli attuali ventidue aderenti. Un percorso di crescita progressiva che testimonia un bisogno concreto di aggregazione sul territorio.
Il nome richiama la figura dell’“umarell”, il pensionato che osserva i cantieri nella classica posa con le mani incrociate dietro la schiena, resa celebre dallo scrittore Danilo Masotti. A Vallo e Varisella i cantieri non sono molti, ma il “controllo” è soprattutto un pretesto identitario: ciò che conta è il presidio sociale, il confronto quotidiano, la condivisione di interessi e la capacità di fare rete.
«Il proposito più importante – sottolineano Bergero e Di Cicco – è dare visibilità a una categoria, quella degli anziani, sempre più emarginata, messa in difficoltà dai cambiamenti in campo sanitario, dalla burocrazia, dalle innovazioni informatiche, tempestata di telefonate anonime volte alla truffa. Servono momenti di socializzazione e iniziative per superare questa deriva».
E che il gruppo abbia intercettato un sentimento diffuso lo dimostra quanto accaduto giovedì scorso. All’edicola di Vallo le copie del giornale sono andate esaurite in pochi minuti: al bar era appena circolata la notizia dell’articolo dedicato agli “Umarell Va-Va”. Un passaparola spontaneo che ha generato un piccolo caso locale e rafforzato il senso di appartenenza.
Il quartier generale resta il bar del “Circul” a Vallo, con una seconda tappa al “Diaulot” di Varisella. Appuntamento quasi fisso intorno alle dieci: mezz’ora di caffè e chiacchiere, non di più – perché qualche impegno c’è sempre, ma la parola “lavoro” è bandita dal vocabolario per evitare scherzose “sanzioni” dell’Inps. Da qui prendono forma le iniziative: la confermata uscita a Carrù per riscoprire il gran bollito piemontese, le gite in moto nella bella stagione con seguito in auto per i meno intraprendenti e talvolta per mogli e compagne, le visite a laghi, santuari, ristoranti.
Tutto ordinario? Forse. Ma insieme è un’altra cosa. In un tempo in cui l’anzianità rischia di essere percepita come marginalità, gli “Umarell Va-Va” hanno trasformato una routine quotidiana in un modello di coesione. Piccoli gesti, grande impatto: un caffè alle dieci può diventare un presidio sociale, una pagina di giornale può consolidare un’identità, un calendario può raccontare un anno di comunità.


