Pannoloni, nuovo caos in Regione: famiglie senza ausili da due mesi e costrette a pagare di tasca propria
Politica
2 Marzo 2026
Denuncia della consigliera PD Monica Canalis sul nuovo blocco delle forniture sanitarie in Piemonte

Pannoloni, nuovo caos in Regione: famiglie senza ausili da due mesi e costrette a pagare di tasca propria

Servizio interrotto da dicembre in molte Asl: 100mila persone non autosufficienti nel limbo. Il Partito Democratico attacca l'assessore Riboldi: «Appalto fallimentare, pronti alla risoluzione del contratto e ai risarcimenti»

«Ci risiamo. Dopo i disservizi del 2024, da dicembre il sistema è nuovamente in tilt: in molte ASL piemontesi la fornitura dei pannoloni per anziani e disabili si è interrotta, lasciando migliaia di famiglie nel caos». La denuncia arriva dalla Consigliera regionale del Partito democratico, Monica Canalis, che segnala il perdurare di una situazione insostenibile per la fascia più fragile della popolazione.

Un appalto fallimentare

Al centro della polemica c’è la gestione della ditta aggiudicataria dell’appalto regionale centralizzato. «Riceviamo segnalazioni disperate da tutto il Piemonte» – spiega Canalis. «Ritardi, consegne difformi o totalmente assenti. La ditta non risponde più al telefono né alle email, scomparendo di fatto davanti alle necessità dei cittadini. È inaccettabile che un servizio essenziale per la salute e la dignità umana sia gestito con tale approssimazione».

Costi raddoppiati e qualità scadente

Oltre al danno della mancata consegna, si aggiunge la beffa della qualità. La Consigliera sottolinea come le recenti scelte regionali abbiano peggiorato la situazione:

  • Meno quantità: Ridotto il numero di dispositivi consegnati sulla base di una presunta (ma non riscontrata) maggiore assorbenza.

  • Rischi sanitari: Aumento di piaghe da decubito e infezioni segnalate da famiglie e RSA.

  • Salasso economico: Gli utenti sono costretti ad acquistare gli ausili privatamente, con una spesa che supera i 100 euro mensili.

La richiesta: Risoluzione del contratto e risarcimenti

«Siamo di fronte a un disastro su tutta la linea”, incalza la consigliera dem. “Chiediamo all’Assessore Riboldi di prendere in mano la situazione una volta per tutte. Non si può più aspettare: occorre valutare la risoluzione del contratto con la ditta appaltatrice o trovare una via d’uscita immediata che garantisca il diritto all’assistenza per le quasi 100.000 persone coinvolte».

Canalis conclude con una richiesta netta: «La Regione deve farsi carico delle risposte che mancano da due mesi e prevedere forme di risarcimento per le famiglie che hanno dovuto provvedere autonomamente a spese proprie».

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