Cronaca nera, Video/Cronaca nera
22 Aprile 2026
L'episodio, «per 30mila euro», era accaduto a dicembre a Torino

Accoltellamento per un debito in piazza Baldissera: 4 arresti per tentato omicidio

Il ruolo del nonno complice di 78 anni, anche lui finito in manette

Un debito non onorato da 30.000 euro dietro il brutale accoltellamento avvenuto la sera del 19 dicembre scorso tra via Stradella e piazza Baldissera. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, dopo mesi di indagini serrate, hanno arrestato quattro persone, ritenute responsabili di tentato omicidio in concorso. L’operazione è scattata venerdì scorso tra Torino, Leinì, Settimo Torinese e Biella.

L’aggressione e le indagini

La vittima, un uomo di 53 anni, era stato colpito con estrema violenza, riportando la recisione dell’arteria femorale (45 giorni di prognosi, che non si rivelò fatale solo per i celeri soccorsi ricevuti. Ora, grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e ad attività tecniche, i militari dell’Arma hanno ricostruito il “mosaico” dei ruoli: il mandante sarebbe un 46enne residente a Torino che, per riscuotere il credito, avrebbe assoldato due giovani esecutori materiali, entrambi di 25 anni.

Altro dietro la microcriminalità

Quel giorno,  l’episodio in un primo momento era apparso come un atto di microcriminalità, ma in realtà dietro c’era ben altro. Ci sono infatti voluti mesi di indagini meticolose per risolvere il caso. La vittima, soccorsa dal personale del nucleo radiomobile, aveva del resto riportato ferite gravissime. Gli inquirenti hanno lavorato quindsi su più fronti: l’analisi dei filmati di videosorveglianza della zona, il ricorso ad attività tecniche di monitoraggio e la raccolta di testimonianze.

Il ruolo del “nonno” complice

A colpire gli inquirenti è stata anche la partecipazione al raid di un pensionato di 78 anni, originario di Catania, che avrebbe agito come autista accompagnatore del commando punitivo: l’accusa per lui è di aver accompagnato l’esecutore sul luogo del delitto e di averne garantito la fuga immediata. L’uomo si trovava peraltyro già ristretto nel carcere di Biella per altre cause.

Gli altri tre arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Torino e Ivrea, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


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