Case abusive nel campo nomadi: blitz dei carabinieri a Settimo Torinese
L’abuso edilizio Settimo Torinese è il fulcro dell’ultima operazione condotta dai Carabinieri della locale Tenenza. Nella mattinata del 31 marzo scorso, i militari hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio all’interno del campo nomadi di via Moglia, portando alla luce una situazione di grave irregolarità urbanistica che ha richiesto l’intervento immediato delle autorità competenti e dei tecnici comunali.
Le indagini sull’abuso edilizio Settimo Torinese
L’operazione, condotta con l’ausilio delle unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Volpiano e in stretta collaborazione con il personale della Polizia Locale, ha permesso di denunciare in stato di libertà cinque persone. Gli indagati, di età compresa fra i 25 e i 55 anni e tutti originari del siracusano, sono gravemente indiziati di lottizzazione abusiva e costruzione abusiva. Si tratta di soggetti appartenenti al gruppo dei cosiddetti “caminantes siciliani”, già noti alle forze di polizia, che avevano stabilito la propria dimora nel campo di via Moglia.
L’abuso edilizio Settimo Torinese accertato dai tecnici riguarda la trasformazione radicale di alcuni container in vere e proprie unità abitative permanenti. Queste strutture erano state dotate di ogni comfort, inclusi bagni, docce e cucine complete, il tutto senza aver mai ottenuto le previste autorizzazioni edilizie o i permessi necessari per l’edificazione su quell’area. Di fatto, i container non erano più moduli temporanei ma stabili a tutti gli effetti, modificando la destinazione d’uso del terreno.
In seguito ai rilievi effettuati dall’ufficio tecnico comunale, i due fabbricati abusivi sono stati posti sotto sequestro preventivo e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Ivrea. L’intervento testimonia la costante attenzione nel contrastare il fenomeno delle costruzioni illegali, che spesso generano situazioni di degrado urbano e rischi per la sicurezza stessa dei residenti.
È doveroso precisare che i provvedimenti a carico dei soggetti citati sono stati emessi durante la fase delle indagini preliminari. Pertanto, per tutti gli interessati vige la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale sentenza definitiva. Il materiale video e fotografico raccolto durante il blitz è ora al vaglio degli inquirenti per stabilire ulteriori responsabilità.


