Processo seggiovia Ala di Stura: i finanziamenti pubblici sotto inchiesta finiscono in Tribunale
Secondo l'impianto accusatorio, l'ottenimento dei contributi regionali e statali sarebbe stato propiziato dall'emissione di fatturazioni false relative a opere mai eseguite, o completate solo parzialmente
Quella che era partita come un’articolata inchiesta sull’assegnazione e l’utilizzo di fondi pubblici nelle Valli di Lanzo è ufficialmente diventata un caso giudiziario di primo piano e quondi un processo. La complessa vicenda legata alla ristrutturazione della seggiovia di Ala di Stura e al rilancio delle strutture ricettive locali è ufficialmente sfociata in un processo penale, i cui dibattimenti sono entrati nel vivo presso le aule del Tribunale di Ivrea.
Il rinvio a giudizio segna il punto di svolta dopo oltre quattro anni di indagini, iniziate nella primavera del 2022 con il clamoroso sequestro preventivo degli impianti di risalita di Pian Belfè da parte della magistratura e dei Carabinieri Forestali.
Le accuse: truffa aggravata e fatture per operazioni inesistenti
Il fascicolo, coordinato dal Pubblico Ministero Valentina Bossi della Procura di Ivrea, vede coinvolte complessivamente dieci persone. Al centro del quadro accusatorio figurano le condotte di un noto imprenditore – a cui la Guardia di Finanza aveva già confiscato beni e conti correnti per un valore di circa 300mila euro – incaricato di coordinare i lavori di ammodernamento della stazione sciistica e del vicino albergo storico “Camussot” di Balme.
Secondo l’impianto accusatorio, l’ottenimento dei contributi regionali e statali sarebbe stato propiziato dall’emissione di fatturazioni false relative a opere mai eseguite, o completate solo parzialmente. Sotto la lente degli inquirenti sono finite anche pesanti irregolarità di natura ambientale, con particolare riferimento alla mancata o non conforme esecuzione delle opere di ripristino del terreno e delle piste di scarico collegate ai cantieri in alta quota.
Il futuro della stazione sciistica dopo il dissequestro
Impianti aperti: separata la gestione dalle responsabilità penali
Se il fronte giudiziario si preannuncia lungo e articolato per accertare le responsabilità dei singoli amministratori e appaltatori, la stagione invernale del comprensorio montano è fortunatamente salva. Il Giudice per le indagini preliminari, Fabio Rabagliati, aveva infatti già firmato il provvedimento di dissequestro definitivo delle seggiovie dopo il superamento dei necessari collaudi tecnici e degli accertamenti di sicurezza.
Il rilancio turistico del comprensorio Ala di Stura Ski
La decisione della magistratura eporediese ha permesso di scindere le sorti legali degli imputati dall’economia turistica della Val d’Ala. La stazione Ala di Stura Ski ha così potuto riprendere la regolare attività d’esercizio, registrando un forte afflusso di sciatori e famiglie grazie ai suoi 11 chilometri di tracciati, al Bamboo Snowpark e ai rinnovati campi scuola per bambini. La parola definitiva sulla regolarità dei passati flussi di denaro pubblico spetta ora, tuttavia, ai giudici del tribunale.

