Cirié, domani un presidio davanti all’ospedale per la liberazione del medico palestinese Abu Safiya
Appuntamenti
8 Luglio 2026
L'iniziativa giovedì 9 luglio alle 13 promossa da Amnesty International e dal gruppo #DigiunoGaza

Cirié, domani un presidio davanti all’ospedale per la liberazione del medico palestinese Abu Safiya

Mobilitazione per il pediatra ed ex direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza, oggi detenuto nel Negev. Gli attivisti si uniscono ai medici ciriacesi che ogni settimana digiunano per la pace

Accendere un riflettore sui diritti umani e chiedere la liberazione immediata di un medico in grave pericolo di vita. Con questo obiettivo il gruppo Amnesty International 124 di Ciriè, in collaborazione con diverse realtà di attivisti locali e il movimento #DigiunoGaza, si ritroverà domani, giovedì 9 luglio 2026, alle ore 13:00, per un presidio di solidarietà davanti all’ospedale cittadino.

Chi è il dottor Hussam Abu Safiya

Al centro della mobilitazione c’è la drammatica vicenda del dottor Hussam Abu Safiya, specializzato in pediatria e neonatologia, attualmente detenuto nelle carceri israeliane del Negev. Prima del suo arresto, Abu Safiya ha ricoperto il ruolo di direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza da febbraio a dicembre 2024, data in cui la struttura è stata evacuata.

In un contesto di indicibili sofferenze e privazioni, la figura del pediatra palestinese è diventata un simbolo internazionale di dedizione professionale e di resistenza umanitaria sotto le macerie. Le notizie sulle sue attuali e precarie condizioni di salute hanno spinto gli attivisti locali a mobilitarsi per chiedere un intervento internazionale.

L’impegno di Amnesty e il digiuno dei medici di Cirié

L’iniziativa di domani si inserisce in un percorso di sensibilizzazione già attivo sul territorio ciriacese. Con questa manifestazione, Amnesty International si unisce ufficialmente al personale sanitario e ai medici dell’ospedale di Cirié, che già da tempo, ogni giovedì, osservano una giornata di digiuno solidale per Gaza.

L’invito degli organizzatori è esteso a tutta la cittadinanza: «Far luce sulla sorte del dottor Abu Safiya significa anche difendere i diritti fondamentali e il diritto alla cura in ogni parte del mondo».

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