Avvelena lo zio con il succo di frutta per incassare l’eredità: 38enne arrestata per tentato omicidio
Cronaca
27 Agosto 2026
IL CASO

Avvelena lo zio con il succo di frutta per incassare l’eredità: 38enne arrestata per tentato omicidio

La scoperta dei medici a Casale Monferrato: farmaci e benzodiazepine somministrati nelle flebo e nelle bevande dell'anziano ricoverato. La Procura di Vercelli dispone la custodia in carcere

Voleva sbarazzarsi dello zio anziano per mettere le mani in anticipo sul suo patrimonio immobiliare e finanziario. Con questa accusa i Carabinieri della Stazione di Casale Monferrato hanno arrestato una 38enne disoccupata, già nota alle forze dell’ordine, ritenuta responsabile di tentato omicidio aggravato ai danni del parente 74enne.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vercelli, ha messo fine a un piano di avvelenamento progressivo scoperto solo grazie al sospetto e alla prontezza del personale sanitario dell’ospedale e della casa di cura dove l’uomo era ricoverato.

Il primo allarme: le flebo manomesse in ospedale

La vicenda ha preso un piega investigativa a metà agosto, quando i medici del nosocomio locale hanno inviato una segnalazione urgente ai Carabinieri. Durante la terapia endovenosa somministrata all’anziano, gli infermieri si sono accorti di una sostanza lattescente e anomala presente nella parte finale del deflussore delle sacche.

I primi esami tossicologici hanno rivelato che al 74enne venivano somministrate clandestinamente ed in modo continuativo ingenti dosi di benzodiazepine, che gli provocavano uno stato di sopore grave, costante e privo di giustificazione medica.

La svolta al pronto soccorso: il succo di frutta al veleno

La svolta decisiva è arrivata pochi giorni dopo. L’anziano, trasferito in una casa di cura, è stato colto da un ennesimo e improvviso collasso cardiocircolatorio, perdendo del tutto conoscenza e costringendo i sanitari a un trasporto d’urgenza al pronto soccorso.

A insospettire le forze dell’ordine è stata la coincidenza temporale: il malore si manifestava sistematicamente dopo le visite quotidiane della nipote 38enne, la quale era solita offrirgli da bere.

Le rivelazioni della vittima e le ricerche su Google

In un raro momento di lucidità, è stato lo stesso 74enne a confidare un dettaglio cruciale ai medici: ogni volta che la nipote gli faceva bere il succo di frutta portato da casa, lui scivolava in un sonno profondo e doloroso.

Quando la donna si è ripresentata in reparto, ad attenderla ha trovato i Carabinieri. La perquisizione ha spazzato via ogni dubbio:

  • Nella borsa: Una siringa usata e diversi flaconi di ansiolitici e antidepressivi.
  • Nell’automobile: Un’ulteriore siringa e la boccetta vuota del succo di frutta offerto allo zio.
  • Sul cellulare e sul PC: Lo storico delle ricerche web recenti ha mostrato varie query sugli “effetti letali delle benzodiazepine” e sulle dosi mortali dei farmaci.

Il movente economico e il carcere

Dietro il tentato omicidio si nascondeva un crudo movente economico: accelerare i tempi per entrare in possesso dell’eredità dello zio. Fortunatamente, grazie alle cure tempestive, l’anziano è stato dichiarato fuori pericolo di vita ed è potuto rientrare nella struttura di riposo.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo della 38enne, disponendo nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere a Vercelli.

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