Diciotto ore nel vuoto e nebbia fitta sulla Levanna Orientale: salvati tre alpinisti torinesi, ferita trasportata a Ciriè
Cronaca
31 Agosto 2026
DRAMMATICO RECUPERO NELLA NOTTE SULLE ALPI GRAIE A QUOTA 3.300 METRI

Diciotto ore nel vuoto e nebbia fitta sulla Levanna Orientale: salvati tre alpinisti torinesi, ferita trasportata a Ciriè

L'allarme scattato di domenica durante il rientro al rifugio Daviso. Una 50enne si frattura la caviglia su impervie balze rocciose: impiegati 12 uomini del Soccorso Alpino tra Forno, Balme, Ala di Stura e Usseglio con complesse calate in barella

FORNO ALPI GRAIE – È durato quasi quattordici estenuanti ore, concludendosi soltanto nel cuore della notte, il complesso intervento di soccorso e recupero che ha visto protagonisti tre alpinisti torinesi impegnati nell’ascensione alla Levanna Orientale, a 3.555 metri di altitudine sulle Alpi Graie.

L’allarme è scattato intorno alle 14.15 di domenica, quando il gruppo — durante la fase di rientro verso il rifugio Daviso — si è trovato in grave difficoltà a quota 3.300 metri. Una cinquantenne torinese è rimasta vittima di una caduta sul terreno impervio, riportando la frattura della caviglia destra e l’impossibilità di proseguire autonomamente.

La trappola della nebbia e il blitz dei volontari

La posizione dell’infortunio, caratterizzata da ripide balze rocciose dove un tempo sorgeva il ghiacciaio, ha subito fatto scattare il massimo livello di allerta: l’incombere del maltempo avrebbe infatti esposto la cordata a rischi gravissimi.

Con le condizioni di visibilità fortemente compromesse dalla nebbia, l’eliambulanza del 118 di Azienda Zero è riuscita a effettuare un rischioso “traghettamento” in quota a circa 2.400 metri, sbarcando i primi tre volontari della stazione del Soccorso Alpino di Forno Alpi Graie. Da lì è iniziato un estenuante lavoro tecnico con complesse manovre di corda e calate di barella oltre i sessanta metri di parete.

Una squadra di 12 uomini: ferita ricoverata a Ciriè

Con il passare delle ore e il persistere delle nubi basse, si è reso necessario l’invio di ulteriori rinforzi. L’elicottero ha trasportato in quota le squadre del Soccorso Alpino di Ala di Stura, Balme e Usseglio, componendo una task force d’emergenza di ben dodici uomini.

Nonostante l’oscurità e le avversità meteo, i tecnici sono riusciti a mettere in sicurezza la cinquantenne ferita, che è stata poi evacuata e trasportata d’urgenza all’ospedale di Ciriè per le cure del caso. I suoi due compagni di cordata (di 52 e 64 anni, anch’essi residenti a Torino) sono stati riaccompagnati a piedi e in sicurezza fino al rifugio Daviso dai volontari di Forno Alpi Graie, ponendo fine a un’operazione d’alto adempimento tecnico e umano.

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