Cocaina ordinata su Signal e consegnata nei boschi del Canavese: blitz della Guardia di Finanza, 6 misure e sequestri d’oro
Smantellata dalla Procura di Ivrea una vera e propria "azienda dello spaccio" a conduzione familiare. Usavano messaggi blindati e incensurati per muovere la droga tra la provincia e Barriera di Milano. Trovati quasi 117mila euro in contanti, armi e una bomba carta
CANAVESE / TORINO – Bastava un semplice messaggio su uno smartphone per ordinare dosi di cocaina, crack e metanfetamina, pronte poi ad essere recapitate a domicilio o nei punti di scambio da una fitta rete di corrieri insospettabili. Un’organizzazione capace di muoversi capillarmente tra i boschi del Canavese e le vie di Torino, con un focus particolare sul quartiere di Barriera di Milano.
A smantellare l’attività è stata un’imponente indagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ivrea, sfociata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sei persone (quattro finite in carcere e due sottoposte all’obbligo di firma).
La regia familiare e la rete blindata su Signal
A tirare i fili del sodalizio criminale era un uomo di etnia sinti piemontese che, con la stretta collaborazione della propria famiglia, aveva messo in piedi una vera e propria azienda dello spaccio strutturata in modo gerarchico e collaudato.
In cima alla piramide si trovavano i vertici familiari, impegnati a gestire la logistica e le comunicazioni con una rubrica di oltre mille contatti gestiti tramite Signal, l’applicazione di messaggistica ad altissima cifratura i cui contenuti risultano inaccessibili persino ai server della stessa piattaforma. Subito sotto i capi operavano i “luogotenenti”, con il compito di reclutare e coordinare i cosiddetti “cavalli”, i corrieri inviati a effettuare le consegne al dettaglio concordate nelle chat.
Minorenni e incensurati per muovere la merce
Per ridurre al minimo i rischi di intercettazione durante i controlli stradali, la rete arruolava volti puliti: persone incensurate e persino minorenni, in grado di attraversare l’intera provincia trasportando ingenti carichi di droga senza destare alcun sospetto nelle forze dell’ordine.
L’inchiesta delle Fiamme Gialle ha consentito di ricostruire decine di episodi di spaccio, portando già nel corso delle indagini all’arresto in flagranza di due corrieri e al sequestro di oltre 300 grammi di cocaina, a cui si aggiungono 1,4 chili di sostanza stupefacente intercettati da altre forze di polizia.
“Nelle pareti di casa nascoste mazzette di contanti per 117mila euro, due pistole pronte all’uso e una bomba carta letale”
Il blitz finale: contanti, droga e un arsenale
Le perquisizioni disposte dalla Procura di Ivrea hanno svelato l’imponente giro d’affari del gruppo: all’interno delle abitazioni gli ufficiali hanno scovato 116.895 euro in contanti, con mazzette di banconote stipate nei mobili.
Insieme al denaro è stata sequestrata una vera riserva di droga pronta a invadere il mercato: 4,5 chili di marijuana, 300 grammi di hashish, 100 grammi di cocaina e 16 grammi di metanfetamina.
Particolarmente inquietante il quadro delle armi rinvenute: due pistole pronte all’uso complete di munizioni e una bomba carta ad altissimo potenziale, assimilabile a una granata e capace di provocare effetti letali fino a trenta metri di distanza.
Si precisa che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, nei confronti di tutti gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza sino all’emissione di un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

