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01 aprile 2019 Caselle Redazione

E il caso finisce anche in Consiglio regionale

Colonie feline scomparse: indagine di Asl e Carabinieri forestali

Gli animalisti temono che i mici siano stati "deratizzati"

Cronaca nera Politica Ambiente
Nei giorni scorsi la consigliera regionale Francesca Frediani, prendendo spunto dalle segnalazioni di volontari di associazioni animaliste, ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo «che fine fanno i gatti catturati nei pressi dello stabilimento Alenia, più precisamente nell’area aeroportuale e/o se vengono dati in adozione o uccisi»

Aleggia il mistero sulla sorte delle colonie feline a ridosso dell’Alenia. Nei giorni scorsi la consigliera regionale Francesca Frediani, prendendo spunto dalle segnalazioni di volontari di associazioni animaliste, ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo «che fine fanno i gatti catturati nei pressi dello stabilimento Alenia, più precisamente nell’area aeroportuale e/o se vengono dati in adozione o uccisi». Il tema è delicato secondo il vicepresidente Aldo Reschigna: «Il servizio veterinario dell’Asl To4 – ha risposto - è a conoscenza del problema segnalato e sta collaborando con i Carabinieri Forestali nell’ambito di una indagine che, tenuto conto dei possibili risvolti di natura penale, non diffondono informazioni e notizie fino al termine degli accertamenti». Il caso era scoppiato alla fine dell’anno scorso e raccontato su questo giornale dopo la montagna di lettere (tante seppur anonime) per segnalare la presunta sparizione dei gatti appartenenti ad una colonia felina nei pressi di una grande azienda del territorio,. Il tutto a seguito di una convenzione che questa aveva stipulato con una associazione animalista che avrebbe dovuto occuparsi della cattura e sterilizzazione dei felini selvatici e dell’adozione dei cuccioli. «Non sappiamo dove siano finiti, l’associazione non ci risponde e non dà riscontri sulle adozioni», era stato il tenore delle missive: «Non rispondo più a queste illazioni - aveva risposto piccata la responsabile dell’associazione - Il nostro operato è stato limpido. Facciano un esposto e chiamino i carabinieri». Che infatti stanno indagando. Già dall’inizio della vicenda il timore degli animalisti era stato che per risolvere il problema delle colonie feline si fosse ricorso alle misure che si utilizzano con i ratti: una derattizzazione dunque? Sarebbe infatti stata questa la prima soluzione individuata dai dirigenti dell’azienda (con cui abbiamo cercato di parlare invano) per risolvere il problema delle colonie feline all’interno delle unità produttive prima dell’intervento risolutivo dell’associazione oggi contestata dalle altre omologhe animaliste. «Per fortuna hanno capito che oltre ad essere stato un reato sarebbe stato crudele. A loro interessava solo risolvere il problema dei gatti che finivano nelle cabine elettriche, e pure a noi, anche se forse da un altro punto di vista», aveva affermato la responsabile della associazione che si sarebbe occupata di lì a poco della cattura e degli affidamenti dei cuccioli. «La risposta della Regione non ci lascia tranquilli. Terremo alta l’attenzione su questo argomento: ogni azienda, anche la più grande ed importante, deve rispettare le leggi che tutelano i diritti degli animali», conclude Frediani. «Una vicenda strana - era stato anche il commento per la Lida di Laura Masutti - anche noi abbiamo ricevuto queste lettere: già solo sulla derattizzazione scampata varrebbe la pena approfondire».