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11 novembre 2016 Venaria Reale

L'omaggio ai repubblichini uccisi, altro sfregio fascista a Venaria

L'omaggio ai repubblichini uccisi, altro sfregio fascista a Venaria
Politica
Affissioni clandestine sono apparse questa sui muri della città: ricordano, citandone i nomi, i venariesi aderenti alla Rsi caduti nella Reale alla fine della Seconda Guerra mondiale
A Venaria, striscioni clandestini inneggianti ai 7 repubblichini uccisi durante la Liberazione sono apparsi questa notte sui muri: affissi da "ignoti". E' l'ennesimo, recente capitolo della querelle che sta contrapponendo nostalgici del Fascismo, Amministrazione e Anpi. Gli striscionii ricordano, citandone i nomi, i venariesi aderenti alla Repubblica Sociale caduti nella città della Reggia alla fine della Seconda Guerra mondiale. Nei giorni scorsi, su iniziativa del responsabile cittadino di Fn, Tony Cuttaia, erano stati posti dei fiori nelle tombe dei repubblichini ospitate nel cimitero venariese, subito rimosse dagli agenti della polizia municipale insieme a dei fogli con su scritti i nomi dei sette repubblichini. E la settimana prima lo stesso aveva chiesto al sindaco, ricevendo picche, di isitutire una giornata della riconciliazione dove poter omaggiare i camerati rimasti uccisi a Venaria. Stamattina, il responsabile provinciale di Casa Pound, Matteo Rossino, pur non rivendicando la questione degli striscioni, ha detto di aver apprezzato l'iniziativa: "Siamo solidali con chi ha voluto onorare la memoria di coloro che caddero per l'onore d'Italia " commenta - "il caso suscitato dal sindaco di Venaria e dall'ANPI è stato qualcosa diindegno di una Nazione civile, e a quanto pare a non tutti è piaciuto.È emblematico che a distanza di settanta anni questi ragazzi, questi volontari che caddero in una guerra perduta, scegliendo volontariamente la parte perdente, continuino a far paura anche da morti. È segno che questo Stato continua ad avere la coscienza sporca. Chiunque abbia affisso questi striscioni ha la nostra simpatia". La reazione del sindaco Roberto Falcone: "Almeno questa volta non c'erano simboli della Rsi ma solo l'affissione di striscioni campeggianti nomi - senza autorizzazione, dimostrando comunque scaro senso civico – e che qui - ha ggiunto - c'è solo qualcuno che cerca solo visibilità". Secco ed immediato il comunicato dell'Anpi: «Il ricordo dei loro caduti non può diventare il pretesto per una legittimazione postuma della Rsi, che ha rappresentato la pagina più feroce della storia del fascismo. Nulla può cancellare l’infamia di chi si è alleato ed ha combattuto al fianco dell’invasore nazista. Ribadiamo che, operare secondo i valori dell’antifascismo, è uno dei nostri obiettivi statutari»
AAA