Addio ad Alberto Palazzi: il virtuoso del jazz manouche che curava l’anima
Il mondo del jazz manouche perde uno dei suoi interpreti più sensibili e talentuosi. La scomparsa di Alberto Palazzi, 36 anni, lascia un vuoto profondo non solo nelle piazze d’Italia e di Francia che ha attraversato con i suoi 20’s Strings, ma anche nel delicato settore delle comunità riabilitative, dove operava come stimato psicologo
Una vita tra note e cura dell’altro
Alberto non era solo un virtuoso della chitarra manouche. La sua era una doppia missione: quella del musicista, capace di far rivivere lo stile di Django Reinhardt con i suoi 20’s Strings, e quella dello psicologo, impegnato quotidianamente nelle comunità di recupero per ragazzi fragili.
Chi lo conosceva sapeva che queste due anime non erano separate: Alberto metteva la stessa generosità e la stessa armonia sia sul palco che nel suo lavoro clinico, convinto che l’arte e l’ascolto potessero curare le ferite più profonde.
Il legame con “Il Ciriacese” e le Jam Session alla Soce
Molto apprezzato nella zona, Alberto era una presenza fissa e luminosa nelle jam session del Circolo “La Soce”. Con la sua chitarra sotto braccio, con gli amici e compagni di musica Maurizio Mazzeo e Andrea Garombo, era sempre pronto a condividere un momento di musica improvvisata, portando quel sound “manouche” che tanto amava e che aveva contribuito a divulgare in tutta Italia e in Francia.
E anche per noi del “Ciriacese”, Alberto non era solo un soggetto da intervistare o un artista da recensire, ma un amico con cui condividere la passione per la bellezza e per il territorio.
Il ricordo di Lunathica
Anche il mondo del teatro di strada e delle arti performative si è stretto attorno alla famiglia. Gli organizzatori del festival Lunathica, dove Alberto si era esibito e aveva tenuto workshop con i 20 Strings, lo hanno ricordato con parole cariche di commozione:
“Con profonda tristezza abbiamo appreso della scomparsa di Alberto Palazzi. Ricordiamo con affetto e gratitudine il suo talento, la sua presenza e la sua generosità. Alla famiglia e agli amici va il nostro più sincero abbraccio.”
Un’eredità di stile e umanità
Nonostante la sua giovane età, Alberto Palazzi ha lasciato un segno profondo. Lo ricorderemo con i suoi compagni di band, intenti a ricreare quelle atmosfere parigine degli anni ’30, e c’è chi lo ricorderà nei corridoi delle comunità, dove il suo sorriso era spesso la prima medicina per i suoi ragazzi.
La redazione si stringe attorno alla famiglia, alla fidanzata e ai tantissimi amici in questo momento di incommensurabile dolore.


