L’inseguimento con il figlio di 7 anni, poi l’aggressione: stacca a morsi il dito della vicina di casa
Far west in piazza I Maggio: prima i colpi di ombrello al capo, poi il morso che trancia la falange. La vittima prova a difendersi con lo spray al peperoncino. Arrestata una donna nigeriana per lesioni gravissime
L’ha pedinata sui mezzi pubblici per chilometri, senza mai perderla d’occhio, portandosi dietro persino il figlio di appena sette anni. Una missione punitiva pianificata nei minimi dettagli, nata da vecchi rancori di vicinato e finita nel sangue alle prime luci del mattino nel quartiere “Bellavista” di Ivrea.
La vittima, una connazionale nigeriana, era seduta all’esterno di un bar in Piazza I Maggio, in attesa di iniziare il proprio turno di lavoro. La rivale l’ha raggiunta e, dopo un brevissimo scambio di battute, ha scatenato la furia.
L’attacco con l’ombrello e il morso finale
Impugnato un ombrello, la donna ha iniziato a colpire la rivale alla testa e al corpo con un’ostinazione tale da spezzare e frantumare completamente sia l’asta che il manico in legno. Ma il peggio doveva ancora venire. Nella colluttazione, l’aggressora ha afferrato il braccio della malcapitata e le ha addentato la mano destra, stringendo le fauci fino a tranciarle di netto la prima falange dell’indice per poi sputarla a terra.
Nel panico, la vittima è riuscita ad estrarre dallo zaino una bomboletta di spray al peperoncino azionandola alla cieca: la sostanza urticante ha investito l’aggressora, i primi avventori corsi in aiuto e purtroppo anche il bambino di 7 anni.
L’arrivo dei carabinieri e l’arresto
A fermare il massacro è stato il tempestivo intervento del titolare del bar e l’arrivo dei Carabinieri di Ivrea-Banchette. I militari hanno trovato la vittima in stato di shock e con un copioso sanguinamento, mentre l’aggressora era ancora sul posto con i vestiti macchiati di sangue.
Lesioni gravissime
Mentre il bambino veniva affidato alle cure del padre, la vittima è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale di Ivrea: per lei i medici hanno diagnosticato un’amputazione traumatica irreversibile del dito. L’aggressora è stata arrestata per lesioni personali gravissime (aggravate dai futili motivi e dalla presenza del minore) e scortata al carcere di Torino. A seguito del giudizio direttissimo, nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
(Come di consueto, per l’indagata vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva).
Territorio blindato: il bilancio dell’Arma
L’arresto si inserisce in una più ampia operazione di controllo straordinario condotta dalla Compagnia Carabinieri di Ivrea nelle ultime due settimane: un presidio che ha portato all’identificazione di 1.855 persone, alla denuncia di 43 soggetti e all’arresto di 6 persone per reati che vanno dalle lesioni ai maltrattamenti, fino al traffico di stupefacenti e all’estorsione.

