Volatili al sole, pesci uccisi a bastonate e conigli nelle scatole: bufera sui mercati di Ivrea e Rivarolo
L'associazione "Animal" di Torino e i network animalisti documentano le condizioni critiche degli animali vivi venduti nei banchi canavesani. "Situazioni inaccettabili sul piano del benessere e dell'igiene: la Regione vieti subito il commercio"
IVREA / RIVAROLO CANAVESE – Quaglie ferite, volatili lasciati dentro gabbie roventi a oltre 37 gradi, pesci uccisi a bastonate sul banco e conigli venduti e dimenticati per mezz’ora in scatole di cartone accanto ai banchi dell’ortofrutta. È un quadro spietato quello tracciato dal gruppo “Non in vendita” – di cui fa parte anche l’associazione torinese “Animal” – che, in collaborazione con la trasmissione televisiva di Mi Manda Rai 3, ha reso note le immagini di un’indagine condotta tra il 2025 e il 2026 all’interno dei mercati rionali del Torinese.
Sotto i riflettori degli attivisti sono finiti in particolare i mercati settimanali di Ivrea e Rivarolo Canavese, gli unici grandi spazi fieristici del territorio in cui è ancora attiva la vendita al dettaglio di animali vivi.
Le violazioni documentate tra i banchi
Il materiale video e fotografico raccolto dagli attivisti documenta una serie di episodi che sollevano pesanti interrogativi non soltanto sul rispetto della normativa in materia di benessere animale, ma anche sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza alimentare per i consumatori.
Tra le criticità più gravi emerse durante i sopralluoghi figurano:
- Mancanza di riparo dal caldo: Uccelli ed esemplari da cortile esposti per ore al sole diretto con temperature esterne superiori ai 37 gradi;
- Animali feriti o agonizzanti: Presenza di quaglie visibilmente ferite e di un pollo in stato di apparente agonia all’interno delle gabbie di contenimento;
- Abbattimenti irregolari: Al mercato di Ivrea è stato filmato un venditore mentre estraeva alcune trote vive da una vasca, uccidendole a colpi ripetuti con un corpo metallico direttamente sul banco;
- Promiscuità igienica: La presenza, in entrambi i mercati, di uova e prodotti di origine animale posizionati a stretto contatto con gli animali vivi, oltre a scarti e resti di carne fresca conservati in contenitori privi di adeguate protezioni.
“La Regione Piemonte fermi la vendita di animali vivi”
“Si tratta di una realtà drammatica che non può più essere ignorata o derubricata a semplice consuetudine locale”, attaccano i responsabili dell’associazione “Non in vendita”.
Alla luce di quanto documentato sul campo e trasmesso dal servizio d’inchiesta televisivo, le organizzazioni animaliste hanno rivolto un appello formale alle istituzioni regionali e sanitarie: “Chiediamo alla Regione Piemonte e all’ASL di intervenire con decisione e di adottare un provvedimento che vieti immediatamente la vendita di animali vivi all’interno dei mercati rionali su tutto il territorio”.

