Viaggiano sul furgone con 350 metri di cavi di rame rubati e cesoie: fermati due cugini
Il prezioso materiale era stato sottratto poche ore prima da un cantiere in via Sospello a Torino. L'intervento dei militari fa scattare il fermo per ricettazione a carico di due giovani di 18 e 21 anni
TORINO – Un normale controllo della circolazione stradale si è trasformato in una brillante operazione di contrasto ai furti di rame, il cosiddetto “oro rosso”. È accaduto nei giorni scorsi all’incrocio tra via Fiesole e Strada Altessano, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo Oltre Dora hanno intercettato un furgone bianco sospetto.
A bordo del veicolo viaggiavano due cugini di 18 e 21 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Insospettiti dall’atteggiamento dei giovani, i militari hanno deciso di effettuare un’ispezione approfondita del mezzo, intestato a una terza persona estranea ai fatti.
Nel cassone 350 metri di rame e cesoie
Nel vano di carico del furgone i Carabinieri hanno scoperto il motivo di tanto nervosismo: una gigantesca bobina contenente 350 metri di cavi di rame di ingente valore commerciale, insieme a diverse cesoie di grandi dimensioni utilizzate per la tranciatura.
Gli accertamenti e i riscontri incrociati avviati immediatamente dagli investigatori dell’Arma hanno consentito di risalire in brevissimo tempo all’origine del materiale. La bobina è risultata infatti di proprietà di un’azienda edilizia con sede a Montevarchi (Arezzo) ed era stata rubata soltanto la notte precedente all’interno di un cantiere allestito in via Sospello, nella zona nord di Torino.
Convalidato il fermo per ricettazione
Di fronte alle evidenze raccolte, per i due giovani cugini è scattato il fermo di indiziato di delitto con l’accusa di ricettazione.
L’Autorità Giudiziaria ha successivamente convalidato il provvedimento pre-cautelare, disponendo nei confronti di entrambi la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Torino unitamente all’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. L’intera refurtiva è stata recuperata per la successiva restituzione ai legittimi proprietari.
Si precisa che i provvedimenti a carico dei soggetti citati sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti degli indagati, vige la presunzione di non colpevolezza fino all’emissione di una sentenza di condanna definitiva.

