La bufera su Leinì spazza via anche la sede del PdL
Politica
11 Gennaio 2012

La bufera su Leinì spazza via anche la sede del PdL

La sede del Popolo della Libertà chiude i battenti. Il volto sorridente di Silvio Berlusconi, sulla vetrina dell’ormai storica sede di via Maffei 39, è già scomparso da mesi ma ora, all’orizzonte, si prospetta anche la serrata dei locali che per anni hanno accolto i membri del gruppo leinicese.
L’ipotesi, circolata in questi giorni, infatti, è avvalorata dalle parole del vicepresidente del direttivo del Popolo della Libertà leinicese, Diego Bonamassa: «La chiusura della sede è quasi certa. Prima di Natale ne ho parlato anche con il presidente, Giuseppe Ferrero, che mi ha confermato la sua decisione di abbassare la serranda. Ora vedremo cosa fare. Del resto i costi di gestione sono molto alti e finché c’era qualche tesserato che, con i compensi da amministratore pubblico, sosteneva le spese, la sede è rimasta aperta regolarmente. Oggi però non è più possibile. Vedremo, poi, subito dopo le feste, di riunire tutta la dirigenza locale del partito, per decidere anche se arrivare a sciogliere o meno il direttivo. Della questione ho già parlato anche con l’altro vicepresidente, Simone Eandi, in quale auspica, quanto prima, un incontro chiarificatore sulla questione».
Le vicende giudiziarie e le conseguenti dimissioni, da assessore regionale, di Caterina Ferrero, le dimissioni degli assessori di diversi componenti del direttivo del Popolo della Libertà, come Monica Zanini, Alfio Rocca e Marco Eandi, hanno di fatto azzerato le risorse per sostenere l’affitto e le spese per le utenze dell’ormai storica sede di via Maffei 39.
«Anche autotassandoci – aggiunge Diego Bonamassa – è difficile portare avanti una sede e un gruppo come il nostro che, in buona sostanza, è attivo solo durante le campagne elettorali. Credo che, se intendiamo proseguire la nostra attività di circolo, anche senza una sede fissa, dovremo rivedere le ragioni del nostro gruppo. Ci sono diversi problemi che affliggono il PdL leinicese, ma non per questo non dobbiamo proseguire nel credere nelle nostre idee e nei nostri obiettivi. Chiederemo un incontro anche con il responsabile del coordinamento degli enti locali del partito, Barbara Bonino, per chiederle un consiglio e capire quali siano i progetti futuri del Popolo della Libertà piemontese. Aspetti che riteniamo importanti anche per capire se potrà avere un senso proseguire nel nostro impegno all’interno del direttivo locale».

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