Drammi sventati a Cuorgnè e Ciriè: la tempestività dei Carabinieri salva un 17enne e un anziano
Dall'intervento su un grave incidente in moto all'altezza di Deiro Superiore fino al delicato colloquio con un 76enne in crisi: due operazioni decisive per l'Arma nel Canavese
La presenza capillare dei Carabinieri sul territorio che si traduce in azioni salvavita. È quanto accaduto nell’arco di una sola giornata in due distinti interventi eseguiti tra il Canavese e il Ciriacese, dove la prontezza d’spirito dei militari si è rivelata determinante per evitare il peggio a un diciassettenne e a un anziano di 76 anni.
L’incidente di notte a Cuorgnè
Il primo episodio è avvenuto nelle prime ore della notte lungo la Strada Provinciale 45. Una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di Rivarolo Canavese, impegnata nel trasporto di un arrestato ai domiciliari, si è imbattuta in un incidente stradale autonomo all’altezza di località Deiro Superiore, a Cuorgnè. A terra un 17enne residente in zona, caduto dalla propria moto e rimasto gravemente ferito. I tre militari a bordo si sono resi conto nell’immediato della criticità della situazione: la gamba del giovane presentava un’emorragia copiosa. Senza esitare, gli operanti hanno utilizzato un asciugamano come laccio d’emergenza per tamponare la ferita, riuscendo a bloccare il sanguinamento fino all’arrivo dell’elisoccorso del 118. Il minorenne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “San Giovanni Bosco” di Torino e, fortunatamente, non risulta in pericolo di vita.
La trattativa a Ciriè
Solo poche ore più tardi, intorno alle 10 del mattino, la Centrale Operativa ha fatto scattare un secondo allarme a Ciriè a seguito della chiamata disperata di una donna. La moglie di un anziano 76enne segnalava infatti un tentativo di suicidio da parte del marito all’interno della propria abitazione, situata al secondo piano di una palazzina. Sul posto sono giunti tempestivamente i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Venaria Reale. Entrati nell’appartamento, i due militari hanno avviato una delicata negoziazione col settantaseienne: diversi minuti di colloquio empatico, trascorsi a guadagnarsi la fiducia dell’uomo, sono serviti a farlo desistere dal gesto estremo e ad affidarlo alle cure dei sanitari.

