Ferrovia Torino-Ceres, disagi subito dopo il taglio del nastro: le proteste dei pendolari
Cronaca
17 Settembre 2026
TRASPORTI

Ferrovia Torino-Ceres, disagi subito dopo il taglio del nastro: le proteste dei pendolari

La protesta ha trovato immediato riscontro tra le decine di residenti ed utenti della linea

A pochi giorni dalla solenne inaugurazione del 12 settembre e dalla ripartenza dei treni sulla tratta Germagnano-Ceres il 13 settembre, la prova dei fatti legata all’avvio dell’anno scolastico sta restituendo un quadro ben diverso dalle cerimonie ufficiali. Per le famiglie delle Valli di Lanzo, l’inizio delle lezioni si è trasformato in un’immediata corsa ad ostacoli legata ai ferrovia Torino-Ceres e al servizio bus.

L’odissea quotidiana verso la scuola

A dare voce al malcontento è la dettagliata denuncia di V.R., madre di due studenti diretti al centro Formont all’interno del parco della Mandria. Per raggiungere l’istituto entro le 8 e prendere la coincidenza del Venaria Express delle 8:08 a Venaria Reggia, i ragazzi salgono sul bus delle 6:31 da Ceres, destinato a diventare treno a Cirié.

Un ritardo di appena 12 minuti accumulato dal bus ha fatto perdere la coincidenza ferroviaria a Cirié, costringendo i giovani a salire sul convoglio successivo delle 7:47 e arrivando a Venaria quando la navetta locale era ormai già transitata. La madre è stata costretta a percorrere la direttissima in auto per recuperare i figli, sorpassare la navetta e lasciarli all’ultimo ingresso utile prima del parco.

Orari cambiati e costi in aumento

Ai problemi della mattina si sommano quelli del rientro. Il treno delle 16:12 da Venaria Reggia – che negli orari pubblicati a inizio settembre doveva proseguire come bus da Cirié fino a Ceres entro le 17:30 – limita ora la corsa a Germagnano, imponendo ai genitori un ulteriore viaggio in auto per recuperare i ragazzi dopo 11 ore fuori casa.

Una situazione esasperata dal continuo rincaro dei costi. Gli abbonamenti mensili per i figli, nel caso della signora, sono passati negli anni da 83 euro a 125 euro per un servizio percepito come del tutto inaffidabile.

La rabbia della vallata sui social

La protesta ha trovato immediato riscontro tra le decine di residenti ed utenti della linea: molti genitori, come A. e S., denunciano di dover percorrere quotidianamente decine di chilometri in auto per recuperare i figli rimasti bloccati a Lanzo o Germagnano. M. segnala attese telefoniche fino a 52 minuti con il servizio utenti senza ottenere risposte risolutive. T. ed altri utenti sottolineano il contrasto tra la presenza delle autorità al taglio del nastro e la mancanza di soluzioni pratiche sul territorio.

L’intervento dell’Osservatorio Torino-Ceres

Sulla vicenda è stato chiamato in causa sui social l’Osservatorio sulla ferrovia Torino-Ceres, che si è subito adoperato per capire la situazione e aiutare gli utenti, che lamentano anche una carenza di informazioni da parte delle biglietterie ritenute non informate sulle novità e sugli effettivi servizi. L’Osservatorio sta invitando gli utenti a formalizzare le segnalazioni per spronare l’Agenzia per la Mobilità ad intervenire sulle criticità operative.

5 risposte a “Ferrovia Torino-Ceres, disagi subito dopo il taglio del nastro: le proteste dei pendolari”

  1. Roberto Biscant ha detto:

    110 anni fa si viaggiava da Ceres a Torino e viceversa senza cambi lungo il percorso, oggi si effettua il trasbordo a Germagnano, a Cirié dal bus al treno e, nonostante il materiale rotabile di ultima generazione, l’adeguamento tecnologico e gli investimenti per l’ammodermamento dell’infrastruttura, non possiamo che accertare una situazione tutt’altro che soddisfacente.
    Altro che progresso!

  2. Gian Paolo ha detto:

    Le valli di Lanzo sono trattate come il terzo mondo. La domenica non ci sono bus che risalgono la vallata. Ma è possibile che nel 2026 non ci sia un servizio di trasporto adeguato? Certo che si usano le auto private. Non ci sono alternative. Vergogna di questo governo regionale che fa solo parole.

  3. Gian Paolo ha detto:

    Le valli di Lanzo sono trattate come il terzo mondo. La domenica non ci sono bus che risalgono la vallata. Ma è possibile che nel 2026 non ci sia un servizio di trasporto adeguato? Certo che si usano le auto private. Non ci sono alternative. Vergogna di questo governo regionale che fa solo parole.

  4. Loredana Bulco ha detto:

    Sono sicura che tali inconvenieti verranno superati ma e’ evidente che allo stato attuale delle cose essi non sono accettabili.
    La linea Torino-Ceres deve essere una vera linea a supporto di studenti e pendolari che devono godere di certezze e non di precarieta’.

  5. Loredana Bulco ha detto:

    Sono sicura che tali inconvenieti verranno superati ma e’ evidente che allo stato attuale delle cose essi non sono accettabili.
    La linea Torino-Ceres deve essere una vera linea a supporto di studenti e pendolari che devono godere di certezze e non di precarieta’.

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