Occupato il Campus Einaudi a Torino: fumogeni rossi dai balconi, stop alle lezioni
Fumogeni rossi e striscioni nella notte universitaria mentre i collettivi annunciano la mobilitazione generale e l'assemblea domani alle 18
Campus Einaudi Torino: la protesta studentesca nel capoluogo piemontese sale di livello. I collettivi universitari hanno occupato questa notte il Campus Einaudi di Torino, trasformando il polo didattico in un presidio permanente. Il blitz è partito al termine di un’assemblea pubblica molto partecipata che ha riunito diverse realtà della galassia studentesca torinese. Sotto una fitta coltre di fumogeni rossi e striscioni esposti dai balconi, i manifestanti hanno spiegato le ragioni della mobilitazione.
Campus Einaudi Torino: le motivazioni della protesta e il collegamento con i lavoratori
Gli studenti scelgono di schierarsi apertamente al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che lottano contro le politiche economiche dell’esecutivo. Le richieste avanzate dai manifestanti toccano temi cruciali per il welfare giovanile e cittadino. In primis la questione degli alloggi e delle residenze universitarie. Nonostante l’ampliamento delle possibilità di ospitalità Edisu e il lavoro della Regione sulla creazione, entro il 2027, di altri 3.830 posti letto in tutto il territorio regionale oltre i 2.940 già realizzati, l’emergenza abitativa e il caro affitti degli studenti, come delle famiglie peraltro, è questione contingente. Gli occupanti chiedono quindi posti letto pubblici accessibili a prezzi calmierati per contrastare la crisi abitativa.
Sulla politica estera, la richiesta è la cessazione immediata di ogni accordo di natura militare e bellica. Infine, i centinaia di studenti e attivisti all’Einaudi chiedono una città vivibile per tutti: politiche urbane pensate per studenti e lavoratori e non solo per le fasce economicamente privilegiate.
I prossimi appuntamenti della mobilitazione
L’occupazione non rappresenta un episodio isolato, ma l’inizio di un calendario fitto di iniziative. I promotori invitano la comunità accademica a partecipare al blocco delle lezioni e alla nuova assemblea pubblica organizzata nel pomeriggio alle 18 all’interno della struttura.
Il percorso di lotta guarda già ai prossimi appuntamenti nazionali, con l’adesione ufficiale allo sciopero generale del 30 ottobre per fare sentire la voce del dissenso contro le scelte del governo.

