Lunathica fest: note di pace e… bella umanità
La Società Operaia ha ospitato domenica la seconda edizione della maratona musicale e civile
Una maratona di musica, parole e impegno civile per dire no a tutte le guerre e riaffermare il valore della pace attraverso il linguaggio universale delle note. Ha fatto registrare un grande successo di pubblico (e critica positiva) la seconda edizione del “Lunathica Music Festival per la Pace”, andata in scena nel pomeriggio e nella serata di domenica 25 ottobre all’interno del Salone Bossetto della Società Operaia di via Matteotti.
L’evento, promosso come versione autunnale e al coperto dopo il positivo riscontro dell’edizione estiva allestita a luglio nel cortile di Palazzo D’Oria, è nato dall’intuizione dello scrittore, insegnante e musicista Luigi Bairo, in stretta collaborazione con l’associazione 80Resistenza, la Società Operaia, il Circolo Arci La Soce e la partnership dello storico
Cinque ore di musica dal vivo con gli artisti del territorio
periodico Re Nudo.
A condurre e cucire insieme i momenti del ricco e intenso pomeriggio, iniziato alle 17 e proseguito senza sosta fino alle dieci di sera, è stato Francesco Gennaccaro, docente ed attivista dell’Anpi. Con maestria ed empatia, Gennaccaro ha guidato il pubblico lungo un percorso sonoro variegato, capace di alternare brani inediti a storiche canzoni di protesta e riflessione.
La scaletta ha toccato vette di grande suggestione emotiva: dall’iconica “Eppure soffia” di Pierangelo Bertoli al graffiante “Giro Immondo” dei Fucktotum sui mercanti d’armi, passando per i canti tradizionali e gli spiritual dei pellirosse americani, tanto gran bel rock, fino ad abbracciare composizioni originali nate dalla sensibilità degli artisti locali. Sul palco della Soce si è avvicendata una vera e propria staffetta di talenti e realtà musicali del territorio: le esibizioni dal vivo hanno visto protagonisti Lorenzo Brunello, Massimo Ferrarini, Lonewolf9, i Then, gli Harp4, i GEM, Jonathan Edward Kleis, l’applaudito Salvezza (Muddy Mama Davis) e il sempre più affiatato Collettivo Musicale della Soce, che ha saputo coinvolgere la platea nel segno della condivisione.
Il festival, nato dalla costola di Lunathica – la festa internazionale del teatro di strada che ogni anno fa tappa itinerante nel nostro territorio con i suoi splendidi artisti e spettacoli – non è stato soltanto musica. La dimensione sonora si è infatti intrecciata con l’arte visiva nel momento culminante dedicato alla premiazione del contest artistico lanciato durante l’estate: la consegna dell’opera dal titolo “Figli”, realizzata dal vivo dal pittore Alessio Selvaggio.
Ad arricchire la manifestazione hanno contribuito anche letture a tema, testimonianze dirette e interventi delle associazioni pacifiste locali, impreziositi dalla partecipazione straordinaria di un attore e regista del calibro di Cristiano Falcomer, ideatore e direttore artistico di Lunathica. Una giornata intensa che ha confermato come Ciriè sappia farsi cassa di risonanza per la cultura della solidarietà, della pace e della giustizia sociale.

