Dai Li Barmenk nascono gli Orendacurenda
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25 Gennaio 2012

Dai Li Barmenk nascono gli Orendacurenda

Oltre un decennio fa il gruppo francoprovenzale “Li Barmenk” portò una ventata di novità nel paesaggio della tradizione culturale valligiana. Nuove sonorità e orizzonti più ampi spostarono in avanti la concezione del già ricco e variegato panorama folclorico della zona. Oggi alcuni componenti di quel gruppo, tra cui il fondatore Enea Berardo ed i musicisti Matteo Frasca e Pompeo Torchio, rilanciano la sfida, attraverso la promozione di un rinnovato progetto musicale. Nascono infatti gli “Orendacurenda”, vero sasso lanciato nel bacino di una tradizione che, molte volte, tende a ristagnare in sé stessa. Ma da dove viene questa musica? Sono loro stessi a raccontarcelo. “ Viene dall’Oriente, dall’Occidente, dal Nord e dal Sud. È una musica che sa di leggende, di fiabe, di favolose terre lontane… È musica per danzare, per muovere la mente e l’anima”.
Gli Orendacurenda ci trasportano nei territori delle nostre infanzie, memorie sempre vive del nostro passato, del nostro presente. Continuano: “Il gruppo nasce dalle più diverse esperienze musicali dei suoi componenti e coniuga gli antichi strumenti con quelli di oggi, ottenendo sonorità nuove eppure antiche, capaci di mantenere il sapore della tradizione. Come ne “Lu Barbàn” che apre il nostro primo cd, una canzone sull’uomo nero, spaventoso spettro di tutte le infanzie, che immediatamente ci proietta all’interno del mondo che intendiamo rappresentare. Dei quattordici brani contenuti in questo primo lavoro una parte sono di origine popolare mentre un’altra è originale, seppure in linea con la tradizione.” Proprio due dei brani più significativi, “Lu Barbàn” e la bellissima e struggente “Se an muntagnin” sono stati scritti da Enea Berardo in dialetto balmese. Ciò che ne scaturisce dall’ascolto è divertimento, amicizia e sentimento e si avverte come, i primi a gioire di queste canzoni, siano gli stessi musicisti i quali, fin dal nome del loro gruppo, non nascondono il loro gioco e la loro goliardia. Ma come affermano loro stessi “è un gioco serio, come quando tutti noi, da bambini, giocavamo credendoci, ai cavalieri, ai briganti, agli indiani, ai pirati…”. Un risultato che, grazie alle incursioni dell’elettronica potrà piacere ai più giovani ma altrettanto sicuramente, non deluderà le aspettative dei palati più abituati alle consuetudini di armonie che, da qualche tempo, sono il nocciolo sonoro delle feste dei nostri paesi e il patrimonio comune di molti appassionati. Il disco degli Orendacurenda si può trovare a Balme presso il bar Centrale, sede storica de “Li Barmenk” o all’edicola di Dodo Vighetti a Ceres.

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