La voglia di una Chiesa scalza
Spettacolo e Cultura
27 Gennaio 2012

La voglia di una Chiesa scalza

La vita di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, è costellata di “segni” e intuizioni. Così come la nascita del Servizio missionario giovani che sorse il 24 maggio 1964, il giorno del suo compleanno e della festa di Maria Ausiliatrice. Così come la scelta del titolo del suo ultimo libro: “Per una Chiesa scalza”, presentato venerdì scorso, all’Auditorium, su invito del parroco don Carlo.
«Il volume si sarebbe dovuto intitolare: “La chiesa è finita – Voglia di santità e voglia di verità” – racconta Olivero – Tre giorni prima dell’invio delle bozze alla tipografia, venne a trovarmi un amico sacerdote. Voleva cambiassi il titolo. La sua opinione era che sarebbe stato troppo forte per essere compreso appieno. Il mio, infatti, è un libro di amore verso la chiesa. Messaggio che, però, secondo lui, sarebbe stato travisato e avrebbe solo generato scandalo e polemiche. Dopo tre ore di discussione, se ne andò arrabbiato. La cosa mi lasciò disorientato. Mi domandai se Dio non parlasse attraverso di lui e mi indicasse di cambiare quel titolo.
Poco dopo venne a trovarmi lo scrittore Erri De Luca. Non gli dissi della diatriba con il mio amico sacerdote e gli consegnai la bozza del volume. Prima di andare via lasciò sul mio diario, un diario un po’ anomalo perché non è scritto da me ma dalle persone che incontro ogni giorno, un piccolo commento. Scrisse che era intriso della nostalgia di un Chiesa scalza. Quelle sue parole mi illuminarono e, in un attimo, il titolo divenne: “Per una chiesa scalza”. Perché? Perché se la nostra Chiesa non cambia rischia, a breve, di sparire. È un’istituzione che deve essere più umile e che deve avvicinarsi di più alla gente. Sono convinto che se alcune realtà cattoliche vivessero le nostre esperienze quotidiane, i seminari sarebbero colmi di giovani pronti ad impegnarsi. Non siamo superuomini – ha aggiunto Olivero – ma l’essere innamorati di Dio e dei giovani ci permette di realizzare cose straordinarie. Tenete conto che l’Arsenale della pace, la nostra sede, non è una casa di accoglienza ma un monastero di preghiera. Nonostante ciò, ogni giorno, diamo quasi 10mila risposte. Grazie ai mille volontari che sostengono il nostro progetto possiamo sfamare 4mila persone e offrire un letto caldo e pulito a oltre 2mila».
Nel libro sono raccolte un po’ tutte le sue esperienze, gli incontri più significativi della sua vita ma, soprattutto, il filo conduttore del suo cammino, a volte difficile e reso complicato anche dall’invidia di chi non sa costruire ma solo distruggere. Ma al centro di ogni suo pensiero e azione c’è sempre l’obiettivo di riuscire a: «Far evaporare me stesso per far emergere Dio».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
La Bottega delle Nuove Forme festeggia i 50 anni con una mostra a San Maurizio
Cultura e mostre
Cultura e mostre
Inaugurazione sabato 17 ottobre a Casa Marchini Ramello con le opere di mezzo secolo di sperimentazione artistica di Franco Brunetta e i suoi allievi
di Redazione 
16 Ottobre 2026
A Casa Marchini Ramello, in via Bertone 17 a San Maurizio Canavese, parte un importante appuntamento culturale. Da sabato 17 ottobre a domenica 8 nove...
Il Risveglio, la politica e le etichette: perché la difesa della Costituzione non è una questione di “fazione”
EDITORIALE
EDITORIALE
In risposta alle polemiche social e agli interrogativi strumentali: da 105 anni la nostra testata garantisce pluralismo e pensiero critico, nel solco dei valori costituzionali
16 Ottobre 2026
In queste ore, a margine di un pezzo di analisi di cronaca politica che ha fatto discutere, qualcuno — persino tra chi esercita il nobile mestiere del...
Ciriè, trovato agonizzante per strada e morto poco dopo in ospedale: l’ipotesi caduta e l’ombra del pestaggio
Il decesso è avvenuto dopo il ricovero in pronto soccorso: eseguita l'autopsia, si attendoni i risultati
L'uomo, 60 anni, è morto al "pronto" dopo essere stato soccorso in strada all'inizio del mese. Inizialmente si era parlato di una caduta, ma gli accertamenti degli inquirenti e gli esami medico-legali puntano a fare piena luce sulle ultime ore di vita
16 Ottobre 2026
CIRIÉ – Un’esistenza complessa, segnata fin dai primi passi da un destino in salita, da traumi mai del tutto rimarginati e da una fragilità esistenzia...