La crisi arriva anche alla Provana
Economia e Lavoro
17 Febbraio 2012

La crisi arriva anche alla Provana

Si profila lo spettro della Cassa integrazione a rotazione per i quaranta dipendenti della Provana Spa. Le forti riduzioni di commesse, la contrazione delle spese, il sempre minor affido diretto di attività e funzioni da parte del maggiore azionista societario, il Comune di Leinì, stanno ponendo, in grave crisi, la società diretta da Maurizio Di Gioia.
Quest’ultimo, nel frattempo, dal 23 dicembre, è divenuto anche amministratore unico della Provana Calore Srl, diretta, ininterrottamente, dal 2005 ad oggi, da Vittorio Lovreglio. Società, controllata dalla capogruppo, che, nel corso degli anni, non ha mai avuto grandi problemi finanziari, anzi.
Dal 2010, dopo essersi pagata tutti i debiti contratti in fase di start-up, è riuscita anche a generare degli utili. A lavorarci soltanto due dipendenti: un responsabile dell’impianto e un contabile. A fare da jolly, nelle varie funzioni, era proprio l’Ad rimosso: Lovreglio. «La decisione – spiega il presidente Maurizio Di Gioia – è legata alla necessità di ridurre al minimo i costi. Con l’eliminazione del Cda della Calore e l’accorpamento sotto la mia direzione, risparmieremo, all’anno, all’incirca 30mila euro. A ciò ci sono da aggiungere il taglio dei costi di affitto della vecchia sede in piazza 1° Maggio e delle utenze relative».
Ben più grave, invece, la situazione della Canavese Progetti Srl. La società d’ingegneria non ha, in buona sostanza, nuovi progetti da realizzare. Le commesse, anche per colpa dei tagli imposti dal Governo ai Comuni, mancano, e non ci sono opere pubbliche da disegnare e dirigere nell’edificazione. L’ultima importante commessa ha riguardato la Cittadella dello sport, ormai conclusa anch’essa. I dipendenti, tra ingegneri, architetti e geometri, sono sei e, ad oggi, vano avanti senza grandi prospettive per il loro futuro.
«Abbiamo avviato le trattative con i sindacati – spiega Di Gioia – e abbiamo inoltrato la richiesta di cassa integrazione a rotazione alla Regione Piemonte. Stiamo aspettando di avere delle novità per comprendere quante persone potranno goderne e con quali modalità».
Il rischio più grosso, se non subentreranno degli ammortizzatori sociali per superare questa fase di impasse, è il taglio delle risorse ritenute in esubero. «Ipotesi – prosegue Di Gioia – che cercheremo di evitare in tutti i modi. Di certo, però, la situazione non è facile. I tagli derivanti dalla firma delle nuove convenzioni con il Comune di Leinì si stanno facendo sentire pesantemente, anche nell’ambito della prestazione dei servizi. Da parte nostra c’è la massima attenzione ai costi e alle spese da affrontare. Ma stiamo lavorando ancora sui soli contratti in essere. Il futuro, comunque, è una grande incognita».
Contratti che, secondo gli accordi presi con la vecchia Giunta Coral, scadranno, per la parte più consistente, alla fine dell’anno. «Gli introiti che si sono assottigliati – aggiunge Di Gioia – non potevano che costringerci a trovare delle vie alternative per cercare di mantenere, in attesa che la situazione si sblocchi in qualche modo, tutti i dipendenti in attività».
È ovvio che diversi lavoratori, sentita l’aria, si stiano guardando intorno in cerca di un’alternativa, ma in un periodo come questo, dove qualsiasi azienda prova a ridurre il personale, trovare delle soluzioni è davvero difficile.
Nel frattempo, la scorsa settimana, gli uomini della Commissione di accesso agli atti sono tornati in Provana per acquisire nuova documentazione con la quale completare la relazione che invieranno, il prossimo martedì 7 febbraio, al ministero degli Interni. «Abbiamo semplicemente consegnato delle fotocopie di atti – afferma il presidente Provana – legati ad attività che abbiamo effettuato per il Comune».

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