Il monito del don: “Se gli integralisti sono già tra di noi”
Cronaca bianca
28 Novembre 2014

Il monito del don: “Se gli integralisti sono già tra di noi”

«Attenzione, gli integralisti e gli estremisti sono tra di noi! Sì, proprio anche all’interno della Chiesa cattolica. Naturalmente la frase suddetta è volutamente forte e provocatoria… I nostri “estremisti” non sono armati… anche se sovente un po’ violenti lo sono, nei loro atteggiamenti e nei loro discorsi. Il problema è serio. Da sempre nella Chiesa ci sono state due anime, conservatrice e progressista. Ma è proprio attraverso la dialettica fraterna di queste due visioni che lo Spirito Santo riesce a condurre in modo equilibrato la Sua Chiesa. Ma quando una delle due anime tende a prevalere sull’altra, capitano disastri». Chi si esprime in questi termini, anche sui social, è un anziano, illuminato e moderno sacerdote come don Aldo Bertinetti, parroco di Varisella e conoscitore della realtà come quelle della Diocesi di Ivrea, al centro dell’attenzione dopo il noto caso delle tesi anti gay della professoressa Zaccanti, ospitate dal bollettino parrocchiale di Rivarolo.
Il monito del prete, lanciato prima dello scoppio del caso in Canavese, denuncia una pericolosa deriva di chiusura che sarebbe in atto, anche tra i sacerdoti più giovani, in certe “pericolose pieghe” formatesi nella chiesa. Un atteggiamento in contrasto con le parole chiave di Papa Bergoglio: «dialogo e rinnovamento». E cioè mai più imposizioni, crociate, chiusure e condanne, ma attento ascolto di ogni uomo e ricerca comune della verità, «certi che in ciascuno lo Spirito opera “attraverso infinite vie da Lui solo conosciute».
E invece, secondo il don, stanno esplodendo preoccupanti fenomeni che andrebbero nel senso opposto, già da tempo esistenti ma finora contenuti, e non di rado veicolati anche attraverso esponenti esterni ma vicini alla chiesa, come certi insegnanti che alimenterebbero tesi e atteggiamenti infatti finiti di recente agli onori della cronaca; alla voce omofobia, per esempio. Avvisaglie di una reazione al cambiamento: con il ripristino simbolico di liturgie celebrate con le spalle al popolo e col vecchio rito latino e con molti tra i giovani preti tornati a vestire la talare (e fin qui…) ma che, soprattutto, criticano duramente il papa con atteggiamenti decisamente anticonciliari. «Ne ho sentiti alcuni che, sottovoce, dicono cose terribili di papa Francesco… Chiedo, soprattutto ai nostri giovani di aiutare questi preti altrettanto giovani: state loro vicino, fate capire loro che il Medio Evo è finito con le sue crociate».

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