Coldiretti: appello ai 312 sindaci del Torinese per difendere il vero “Made in Italy”
Cronaca, Economia e Lavoro, Politica
23 Febbraio 2026
Parte la mobilitazione nei Comuni della provincia contro le "etichette truffa": richiesta l'abolizione dell'ultima trasformazione sostanziale per i prodotti alimentari

Coldiretti: appello ai 312 sindaci del Torinese per difendere il vero “Made in Italy”

Il presidente Bruno Mecca Cici scrive alle Amministrazioni locali: «Il consumatore ha il diritto di conoscere l'origine certa di ciò che porta a tavola. Basta con i prodotti esteri che diventano italiani solo con una salatura»

Una mobilitazione capillare che punta a coinvolgere i 312 sindaci della Provincia di Torino. Coldiretti Torino lancia un appello senza precedenti ai Consigli comunali del territorio per sostenere una delibera che punta a blindare la trasparenza alimentare e la salute dei cittadini.

Al centro della battaglia del sindacato agricolo c’è una norma del Codice Doganale che oggi permette a prodotti di origine estera di fregiarsi della bandiera italiana. Il meccanismo è semplice quanto discutibile: basta una cosiddetta “ultima trasformazione sostanziale” — come una stagionatura, un trattamento termico o una semplice salatura effettuata sul suolo nazionale — per far sì che un alimento straniero possa essere etichettato come “Made in Italy”.

L’obiettivo della campagna, nata da un accordo nazionale tra Coldiretti e ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), è portare il caso in sede europea per imporre un unico criterio: l’indicazione del luogo di provenienza reale della materia prima.

«Coldiretti è da sempre alleata delle Amministrazioni nel promuovere stili di vita sani», spiega Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino (nella foto in home durante un incontro di repertorio). «Con questa iniziativa chiediamo ai sindaci un passo in più. L’etichetta non deve essere truffaldina: difendere l’origine italiana significa tutelare la salute dei consumatori, costretti oggi a mangiare prodotti che spesso non rispettano i nostri standard di sicurezza, e sostenere la nostra agricoltura e l’industria alimentare che rispetta i territori».

La proposta di deliberazione inviata ai Comuni mira a creare una pressione istituzionale forte verso l’Europa. Modificare la disciplina doganale significa restituire fiducia ai cittadini e garantire che la qualità italiana sia reale, dal campo alla tavola, senza scorciatoie burocratiche che penalizzano i produttori locali.

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