“La Moda che Unisce”, quando la bellezza è inclusione
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21 Marzo 2026
Un grande successo per la sfilata ospitata nel cortile di Palazzo D’Oria

“La Moda che Unisce”, quando la bellezza è inclusione

In passerella studenti, ragazzi e ragazze dei centri diurni e ospiti delle residenze socioassistenziali

La passerella si accende, ma stavolta non è solo questione di abiti. È uno spazio che respira storie, fragilità trasformate in forza, differenze che diventano valore. “La Moda che Unisce” va oltre lo spettacolo: costruisce relazioni, abbatte barriere, rimette al centro la persona.

Nella splendida cornice di Palazzo D’Oria, l’evento – che ha registrato il tutto esaurito – ha dato forma concreta a un’idea semplice e potente: la bellezza non è un modello da inseguire, ma una realtà plurale da riconoscere. Ad aprire la serata di venerdì 13 marzo, i saluti istituzionali degli assessori Barbara Re e Fabrizio Fossati. Presenti anche il dirigente scolastico del D’Oria, Mauro Masera; la direttrice della sede Ciac di Ciriè, Cristina Racca; e il direttore generale del consorzio Cis, Lorenzo Gregori. Accanto a loro, la consigliera comunale di Ciriè, Valeria Astegiano, e l’assessore del Comune di Mathi, Fulvio Valentinotti.

Poi, le luci si abbassano e la passerella prende vita. Non una semplice sfilata, ma un racconto collettivo costruito passo dopo passo da studenti, ragazzi e ragazze dei centri diurni e ospiti delle residenze socioassistenziali. Un intreccio di esperienze che ha restituito autenticità a ogni uscita.

Dietro le quinte, una macchina organizzativa che ha curato tutto nei minimi dettagli: il tutto è nato da un’idea di Maura Croce, supportata da Silvia Valentinotti per il centro diurno “La Rugiada” di Ciriè, Silvia Bechis per il centro “La Coccinella” di Mathi, le insegnanti Lucia Bramante e Annamaria Fiermonte per il Ciac, la professoressa Valentina Botto per il D’Oria, Cinzia Botti per Casa dei Pini e Alessia Roberti per il Girasole.

La serata si è chiusa con un invito a proseguire il percorso nella “stanza statica”, tra borse, creazioni artigianali e una mostra fotografica dedicata al backstage dell’evento. “La Moda che Unisce” non è stata solo una sfilata. È stata una dichiarazione. Chiara, concreta, condivisa: la bellezza esiste davvero quando include.

(Il servizio completo e le fotografie della serata sul giornale in edicola da giovedì 19 marzo)

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