Ambiente, Cronaca, Gallerie
24 Marzo 2026
Un gravissimo caso di scempio ambientale all'interno del Parco Regionale la Mandria

Disboscamento selvaggio alle porte di Torino: maxi frode da 350mila euro in un’area protetta -Video-

Indagati il titolare di una ditta boschiva, due operai e un dipendente pubblico

Un’operazione complessa condotta dal NIPAAF di Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica ha portato alla luce un gravissimo caso di scempio ambientale all’interno di un Parco Regionale torinese, nello specificoquello de La Mandria. Le indagini si sono concluse con la notifica dell’avviso di chiusura a quattro persone: il titolare di una ditta boschiva, due operai e un dipendente pubblico.

Tutto ha inizio con un bando pubblico per la sostituzione di specie arboree in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC). La ditta aggiudicataria aveva vinto l’appalto con un rialzo anomalo sulla base d’asta, superiore al 70%.

Quello che sulla carta doveva essere un intervento di gestione forestale controllata si è trasformato, secondo gli inquirenti, in un vero e proprio disboscamento selvaggio.

Grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate di rilievo aereo e mappatura satellitare, i Carabinieri Forestali hanno accertato numeri impressionanti:

  • Superficie colpita: Un’area pari a circa 37 campi da calcio.

  • Sconfinamento illegale: Oltre ai 26 ettari autorizzati, sono stati tagliati abusivamente altri 7,5 ettari.

  • Legname sottratto: Più di 4.000 tonnellate di legname asportate illecitamente.

  • Profitto illecito: Stimato in oltre 350.000 euro.

Il sistema per nascondere l’illecito era ben oliato. Il legname, ridotto in cippato direttamente sul posto, veniva immesso sul mercato delle biomasse accompagnato da documenti falsi. Per garantire l’impunità alla ditta, sarebbero state messe in atto diverse condotte fraudolente:

  1. Omessa sorveglianza: La nomina di un responsabile di cantiere “fantasma”, mai presente sul luogo dei lavori.

  2. Falsità ideologica: Comunicazioni progettuali sottostimate per evitare le valutazioni di impatto ambientale.

  3. Collaudi truccati: Certificazioni di “regolare esecuzione” prodotte nonostante i macroscopici sconfinamenti, al solo fine di svincolare le polizze fideiussorie e incassare i pagamenti.

Le accuse per gli indagati vanno dal furto pluriaggravato all’alterazione di bellezze naturali protette, fino all’immissione in commercio di legname illegale e alla falsità ideologica.

Nota di garanzia: È importante ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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