Orrore a Torino, il corpo fatto a pezzi in casa della prof del “D’Oria” di Ciriè: tre fermi
a 47enne insegnava italiano nell'istituto superiore ciriacese, ma era assente da inizio anno scolastico. Nell'appartamento di Borgo Vittoria trovati i resti di Fabio Colapietro sigillati nel cemento e nei sacchi
CIRIÈ / TORINO – Lo sconforto e lo sconcerto per l’orribile delitto commesso a Torino travalicano i confini del capoluogo e colpiscono in pieno la comunità di Ciriè. C’è infatti anche una professoressa di italiano in servizio presso il noto Istituto di Istruzione Superiore “Tommaso D’Oria”, Nicole Formichetti (nella foto) tra le tre persone sottoposte a fermo di indiziato di delitto dalla Procura di Torino per il macabro omicidio di Fabio Colapietro, il 39enne originario di Chivasso trovato massacrato e fatto a pezzi.
La donna, 47 anni, originaria di Rieti ma da tempo residente nel Torinese, insegna Italiano proprio nelle aule del plesso ciriacese di via IV Novembre, anche se dall’inizio del nuovo anno scolastico non si era mai presentata in cattedra, risultando assente per imprecisati “motivi personali”.
SCHEDA / IL RUOLO NELL’INCHIESTA E LE ACCUSE
| Soggetto Coinvolto | Profilo | Accusa Contestata |
|---|---|---|
| G.M. (26 anni) | Giovane di origini sudamericane residente a Mirafiori | Omicidio volontario (ha confessato il delitto) |
| Docente (47 anni) | Professoressa di Italiano all’I.I.S. “T. D’Oria” di Ciriè | Favoreggiamento e concorso in soppressione di cadavere |
| Terza donna | Frequentatrice dell’appartamento di via Gulli | Favoreggiamento e concorso in soppressione di cadavere |
Il blitz della Polizia: l’odore acre e i resti nel cemento
L’irruzione degli uomini della Squadra Mobile della Questura di Torino, guidati dal dirigente Davide Corazzini, è scattata nella serata di giovedì al quarto piano di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria. Un immobile affittato da circa due anni proprio dalla professoressa del “D’Oria”.
A dare l’allarme al 112 era stata la madre del 26enne da Mirafiori: “Mio figlio ha fatto del male a una persona”, aveva rivelato ai centralinisti. Quando gli agenti hanno bussato alla porta di via Gulli, ad aprire è stata proprio la docente di Ciriè: gli investigatori sono stati immediatamente investiti da un fortissimo e insopportabile odore acre.
All’interno dell’alloggio la macabra scoperta: il corpo di Colapietro era stato smembrato, parzialmente occultato in sacchi della spazzatura e coperto con del cemento per tentare di coprire la decomposizione. Sotto sequestro sono finiti diversi coltelli e attrezzi da taglio.
Le ombre sulle frequentazioni e le piste degli inquirenti
La notizia del coinvolgimento della professoressa ha lasciato attoniti colleghi e ambienti scolastici dell’istituto ciriacese, dove la donna era conosciuta per il suo ruolo d’insegnante. Ora gli investigatori, coordinati dalla PM Lea Lamonaca, stanno scavando a fondo nella vita della docente per comprendere quali legami la unissero alla vittima e ai giovani di Mirafiori.
Tra le ipotesi al vaglio non si esclude quella di un festino a base di sostanze stupefacenti finito nel sangue. La vittima, Fabio Colapietro, nota nell’ambiente delle tossicodipendenze tra Chivasso e Settimo Torinese, sarebbe stata uccisa circa 48 ore prima del ritrovamento al culmine di una violenta lite. Resta da chiarire se l’aggressione mortale sia avvenuta all’interno dello stesso appartamento o se il corpo sia stato trasportato in un secondo momento in via Gulli soltanto per le operazioni di depezzamento e occultamento.
Si ricorda che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.

