Ecomafia, in Piemonte oltre 1.300 reati ambientali: Cuneo sorpassa Torino nel business di cemento e rifiuti
Nel Torinese il primato dei reati contro gli animali (58) e 4 inchieste per corruzione "green". A livello nazionale le illegalità calano del 12%, ma il business delle ecomafie vola a 11,5 miliardi trainato dal traffico illecito di rifiuti
TORINO – Un quadro regionale in chiaroscuro dove, a fronte di un calo generale degli illeciti penali, si registrano nuovi equilibri geografici del crimine ambientale. È quanto emerge dal report “Ecomafia 2026” pubblicato da Legambiente (Edizioni Ambiente) e presentato oggi, 1° ottobre, con i dati relativi ai reati e ai controlli effettuati nel corso del 2025.
In Piemonte sono stati accertati 1.306 reati ambientali (pari al 3,7% del totale nazionale), che posizionano la regione all’11° posto della classifica italiana. Le persone denunciate sono state 1.177, con 271 sequestri effettuati su un totale di circa 50mila controlli.
LA MAPPA DEGLI ECOREATI IN PIEMONTE
| Provincia / Ambito | Reati Accertati / Inchieste | Settori Critici e Primati |
| Provincia di Torino | 299 reati | 1° posto regionale per reati contro gli animali (58 casi) |
| Provincia di Cuneo | 295 reati | Sorpasso su Torino per illegalità nel Cemento (77) e Rifiuti (140) |
| Totale Piemonte | 1.306 reati (607 nel solo ciclo rifiuti) | 11ª regione in Italia per reati ambientali |
| Corruzione “Green” | 4 inchieste giudiziarie | Fenomeni corruttivi legati ad attività a impatto ambientale |
Il caso Piemonte: Cuneo scavalca Torino nei traffici pesanti
La vera novità del report risiede nel cambio di leadership interna tra le province piemontesi. Se la Città Metropolitana di Torino mantiene la guida regionale per volume complessivo di illegalità (299 reati) ed è maglia nera nei reati contro gli animali (58 casi), Cuneo (295 reati totali) compie lo scatto in avanti nei settori più redditizi: supera Torino sia nel ciclo illegale del cemento (77 reati) sia nella gestione e traffico illecito di rifiuti (140 reati).
Sul fronte della cosiddetta green corruption, il Piemonte registra 4 inchieste giudiziarie nell’ultimo anno legate a fenomeni di corruzione con impatto sull’ambiente.
«Il calo dei reati in Piemonte è un segnale positivo a parità di controlli, ma il ciclo dei rifiuti resta il fronte principale con 607 reati complessivi – commenta Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta –. Il sorpasso di Cuneo su Torino dimostra che le dinamiche criminali mutano rapidamente. Accogliamo con favore il debutto dell’Osservatorio regionale sul monitoraggio degli illeciti nato dall’accordo tra Regione e Prefettura di Torino».
Il panorama nazionale: rifiuti e business da 11,5 miliardi
A livello italiano il report scatta una fotografia a due velocità:
- Reati e illeciti: I reati penali scendono a 35.735 (-12%), ma impennano gli illeciti amministrativi (77.895, +11,4%), per un totale di 113.630 violazioni (13 ogni ora).
- Sorpasso dei Rifiuti: Per la prima volta dal 2018 la gestione illegale dei rifiuti (10.914 reati) supera le illegalità nel cemento (8.034). In forte aumento anche gli incendi negli impianti di smaltimento (+24,7%).
- Giro d’affari: Il business delle ecomafie cresce toccando quota 11,5 miliardi di euro (+2,2 miliardi rispetto all’anno precedente), con 393 clan censiti dal 1995 ad oggi.
- Geografia del crimine: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria concentrano oltre il 44% dei reati. Al Nord la Liguria (8ª) supera la Lombardia (9ª) diventando la prima regione settentrionale per reati accertati.
Per contrastare la piaga ecomafiosa, Legambiente ha indirizzato al Governo 10 proposte d’intervento, chiedendo in primis il completo recepimento della Direttiva UE sulla tutela penale dell’ambiente, la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio per fermare la corruzione negli appalti e un Piano nazionale di abbattimento contro l’abusivismo edilizio.

