Benito Atzei: il ricordo a Venaria Reale nel 44° anniversario
La comunità commemora il sacrificio del vicebrigadiere Benito Atzei a 44 anni dal tragico agguato a Rocca Canavese
A quarantaquattro anni dal tragico agguato lungo la strada provinciale per Ciriè, la città di Venaria Reale ha rinnovato il proprio tributo alla memoria del vicebrigadiere Benito Atzei. Servitore dello Stato, è caduto nell’adempimento del dovere durante i drammatici anni di piombo.
L’8 ottobre 1982, durante un posto di controllo nel comune di Rocca Canavese, Benito Atzei e il carabiniere ausiliario Giovanni Bertello vennero presi di mira da colpi d’arma da fuoco, esplosi da esponenti di un’associazione sovversiva. Il vicebrigadiere Benito Atzei perse la vita poco dopo, mentre Bertello, sebbene ferito, riuscì a rispondere al fuoco.
La testimonianza delle istituzioni e dell’Arma dei Carabinieri
Alla cerimonia commemorativa hanno partecipato le autorità civili e militari. C’erano le rappresentanze dell’Esercito e dell’Arma, affiancate dal Corpo Musicale “Giuseppe Verdi”, dalla Protezione Civile “Marco Melli”, dall’Associazione Nazionale Bersaglieri “Angelo Grigoli”, dagli Alpini e dall’ANCR. Particolarmente toccante è stata la presenza di Giovanni Bertello, testimone diretto di quella tragica giornata.
Nel corso della commemorazione, i rappresentanti delle istituzioni hanno voluto sottolineare l’importanza etica del ricordo con interventi di profondo spessore civile.
Il Maggiore dei Carabinieri Silverio Gesuè ha richiamato le parole di Piero Calamandrei. Ha detto: “Se volessimo vedere chi ha permesso alla Carta Costituzionale di rimanere fondamento dello Stato di diritto, dovremmo andare nei luoghi dove i servitori dello Stato, come Benito Atzei, si sono immolati, rendendo quelle fondamenta democratiche indistruttibili”.
Il Sindaco di Rocca Canavese, Alessandro Loiolo, ha portato il saluto del proprio territorio evidenziando la forza delle istituzioni: “Oggi siamo qui convinti che lo Stato e le istituzioni che tutti i giorni rappresentiamo siano più forti. Il sangue versato dal vicebrigadiere Benito Atzei non è stato in vano: il bene vince sul male”.
A chiudere le allocuzioni ufficali è stato il Sindaco di Venaria Reale, Fabio Giulivi. Ha rimarcato il valore universale delle divise nella tutela dei diritti di tutti. “Dietro ogni divisa – ha detto – c’è la figura di un padre, di un marito, di un collega. Coloro che indossano una divisa proteggono anche la libertà di chi li contesta e li critica. Si tratta di un tesoro straordinario, la base del nostro senso democratico”.
Il messaggio della famiglia Atzei
Durante la cerimonia, il toccante messaggio inviato dai familiari del sottoufficiale – la moglie Nadia e i figli Elena e Fabrizio – i quali hanno espresso profonda e infinita gratitudine. Verso l’Arma dei Carabinieri ma anche le Amministrazioni comunali e la cittadinanza per non aver mai dimenticato il sacrificio del caro Benito Atzei.
Insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile e della Medaglia d’Oro quale vittima del terrorismo, il vicebrigadiere Benito Atzei continua a rappresentare per Venaria Reale e per l’intero Paese un esempio luminoso di dedizione e difesa della legalità.
La testimonianza di Giovanni Bertello: “I giovani smettano di delegare”
Particolarmente toccante è stata la testimonianza diretta di Giovanni Bertello, carabiniere ausiliario superstite dell’agguato, che ha rievocato i momenti precedenti all’aggressione e il valore profondo del ricordo:
“Conobbi il vicebrigadiere Benito Atzei solo la sera prima del servizio, perché era appena rientrato dalle ferie. Ci fermammo a Remondato per un semplice controllo stradale; non avevamo alcuna informazione su di loro. Quando è scattato l’agguato e mi sono trovato a terra, ho cercato di difendermi come potevo. Oggi ringrazio il fatto di essere ancora qui; a chi mi chiede quale messaggio dare ai giovani dico di smettere di delegare e di coinvolgersi in prima persona per difendere la nostra democrazia”.

