Scoperta a Coassolo una maxi piantagione di marijuana da un milione di euro: arrestato il custode
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Asti smantellano una serra indoor con 1.206 piante all'interno di un capannone nei boschi a Coassolo Torinese. L'operazione è il prosieguo delle indagini che ad aprile avevano portato al sequestro di 22 kg di cocaina e di un arsenale di armi
COASSOLO TORINESE / ASTI – Un capannone nascosto tra la fitta vegetazione e le zone impervie di Coassolo Torinese, trasformato in una vera e propria centrale della droga ad altissima tecnologia. È la scoperta effettuata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Asti, guidati dalla Procura astigiana, che nell’ambito di un’imponente operazione contro il narcotraffico hanno sequestrato 1.206 piante di marijuana e arrestato il presunto custode dell’impianto.
L’operazione, condotta con il supporto dei militari della Compagnia di Venaria Reale e dei reparti speciali dell’Arma (SOS di Moncalieri, API di Torino, Unità Cinofile e ROS), rappresenta lo sviluppo di un’articolata inchiesta avviata a inizio 2026 su un sodalizio criminale di matrice albanese gravitante attorno ai locali notturni del capoluogo astigiano.
Dal maxi sequestro di aprile alla svolta a Coassolo
L’indagine aveva già fatto registrare un primo, durissimo colpo il 20 aprile 2026, quando ad Asti era stato arrestato un 47enne albanese e recuperato un ingente quantitativo di materiale illecito: 22 chilogrammi di cocaina pura (dal valore di diversi milioni di euro), cinque pistole di provenienza furtiva (una con matricola abrasa), un silenziatore artigianale e oltre 200 munizioni da guerra.
Gli approfondimenti investigativi condotti durante l’estate hanno portato, lo scorso 21 luglio, alla denuncia di altri cinque soggetti. Poi la svolta del 20 ottobre, con l’esecuzione di 13 perquisizioni delegate che hanno interessato Asti, la sua provincia e le Valli di Lanzo, dove gli ipotizzavano la presenza di un sito produttivo indoor.
La serra hi-tech tra i boschi e il furto d’energia
I sospetti degli investigatori hanno trovato pieno riscontro proprio a Coassolo Torinese. All’interno del capannone perquisito, i Carabinieri si sono trovati di fronte a una piantagione industriale strutturata su complessi impianti di illuminazione, riscaldamento e ventilazione forzata per ricreare il microclima ideale alla maturazione della cannabis.
Nel complesso sono state catalogate 1.206 piante in differenti stadi di infiorescenza, destinate a fruttare sul mercato nero oltre un milione di euro. Sul posto è stato sorpreso e arrestato il presunto custode della coltivazione, un cittadino albanese residente ad Asti, trasferito nel carcere di Ivrea a disposizione della Procura eporediese.
I tecnici della rete elettrica, intervenuti durante il sequestro della struttura, hanno accertato un imponente allaccio abusivo: il sistema drenava illegalmente dai 80 ai 100 kWh al giorno per alimentare l’impianto.
Nel corso dei controlli collaterali ad Asti, gli agenti hanno inoltre indagato altre due persone trovate in possesso, rispettivamente, di una modica quantità di stupefacente e di 100 munizioni per armi comuni da sparo.
Si precisa che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

