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01 settembre 2021 Valli di Lanzo Antonello Micali

E Il Comune di Balme lancia l’allarme per il rischio di deturpamento del territorio alpino

Alla ricerca del cobalto in Val Servin

Una società australiana disposta a investire ingenti somme per provare a cercare i minerali

Alla ricerca del cobalto in Val Servin
Economia e Lavoro Ambiente
Al momento sono state recapitate 4 richieste di permesso di ricerca mentre l’anno scorso ne sono stati autorizzati 6, ancora vigenti (Il servizio completo nel giornale in edicola domani, giovedì 2 settembre)

Davvero nel sottosuolo delle Valli di Lanzo ci potrebbero essere del cobalto, dell’argento e del nichel? E chi lo sa? La risposta potrebbe arrivare da una serie di analisi che ha chiesto di effettuare una società australiana disposta di investire 700mila euro per provare a cercare i minerali. Soprattutto il cobalto, impiegato in una serie di settori della tecnologia. Sempre più società minerarie chiedono permessi alla Regione per andare a caccia di giacimenti: «Oltre a Punta Corna, si fanno studi ad Alpe Laghetto, in Valsesia, in Val d’Ossola e sulle Alpi Pennine».

Al momento sono state recapitate 4 richieste di permesso di ricerca mentre l’anno scorso ne sono stati autorizzati 6, ancora vigenti. Erano 2 nel 2018 e 3 nel 2019. A domandarli società straniere e una torinese, la Strategic Minerals Italia. Quest’ultima sta portando avanti studi sul terreno a Punta Corna, sulle montagne di Usseglio, per individuare cobalto, nichel e argento. Secondo i loro esperti depositi di cobalto nelle Valli di Lanzo (le miniere sono state chiuse nel 1700) sarebbero di proporzioni simili a quello di Bou Azzer, in Marocco, uno dei più ricchi al mondo... (Il servizio completo nel giornale in edicola domani, giovedì 2 settembre)

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