Memoria, Prima pagina, Spettacolo e Cultura, Storia
10 Febbraio 2026
Dalla Biblioteca Corghi alle strade del capoluogo, il Piemonte rende omaggio alle vittime delle foibe e all'esodo giuliano-dalmata

10 febbraio «Per non dimenticare e nemmeno minimizzare»

Il sindaco Devietti: «Fondamentale diffondere i valori di pace».

Il 10 febbraio,  una data sul calendario ed  una ferita aperta che il Torinese ha scelto di onorare con intensità. Il “Giorno del Ricordo” è stato celebrato invece giovedì sera a Cirié, presso la Biblioteca Civica Corghi, in un incontro emozionante realizzato con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD).

«Celebrare questa ricorrenza è fondamentale per diffondere il rispetto tra i popoli», ha dichiarato il Sindaco Loredana Devietti, affiancata dall’assessore regionale Maurizio Marrone, dal consigliere metropolitano Davide D’Agostino e dalla consigliera regionale Paola Antonetto. La serata ha ripercorso le tragiche vicende del confine orientale, con un focus sul massacro di Vergarolla e la testimonianza di esperti come Antonio Vatta, Attilio Catich e Giulia Cnapich, arricchita dalle poesie lette da Nello Belci.

Contemporaneamente, a Torino, la memoria ha preso la forma – oltre agli appuntamenti istituzionali degli enti pubblici condivisi da tutte le forze politiche, in primis dal preidente mattarella – di centinaia di manifesti con la scritta “Il Genocidio dimenticato” che sono comparsi nelle vie del Capoluogo, affissi da Gioventù Nazionale. L’iniziativa dei giovani di Fratelli d’Italia punta a rompere il silenzio su quella che viene definita una «pulizia etnica pianificata dalle milizie comuniste di Tito».

Sul tema è intervenuto anche Raffaele Marascio (FdI, Circoscrizione 4), ribadendo il dovere delle istituzioni di onorare chi fu ucciso o costretto all’esodo: «Solo attraverso la verità e la memoria condivisa è possibile rendere giustizia a una tragedia troppo a lungo minimizzata».

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