Tribunale di Ivrea: Esercito in presidio dopo l’attacco bomba alla Procura
Da inizio settimana, il panorama intorno al Tribunale di Ivrea è cambiato drasticamente. Un presidio di militari dell’Esercito Italiano è ora operativo per garantire la sicurezza dell’area, integrando il servizio di vigilanza privata dopo la fine dei turni pomeridiani.
La decisione è scattata come risposta diretta al grave episodio di due settimane fa, quando un ordigno artigianale è stato lanciato contro l’ingresso della Procura.
Indagini traslocate a Milano: il punto sui fatti del 21 aprile
L’inchiesta relativa all’attentato dello scorso martedì 21 aprile ha subito una svolta procedurale: per ragioni di competenza, il fascicolo è stato ufficialmente trasferito a Milano.
Nel frattempo, la macchina della sicurezza non si ferma. Nelle prossime settimane è prevista l’installazione di un nuovo sistema di videosorveglianza. Le telecamere di ultima generazione permetteranno una definizione delle immagini molto più elevata, fondamentale per monitorare i punti sensibili del tribunale.
Identikit dell’attentatore e possibili moventi
Le indagini, attualmente affidate alla Squadra Mobile e alla Digos di Torino, restano complesse. Gli inquirenti sono al lavoro per dare un volto all’uomo incappucciato ripreso mentre scagliava la bomba.
Cosa rischia l’autore del gesto?
Secondo le prime analisi, si tratterebbe di un atto intimidatorio di estrema gravità. L’autore rischia una condanna che può sfiorare i dieci anni di carcere.
L’ombra della criminalità organizzata
L’ipotesi principale seguita dagli investigatori è che l’atto dimostrativo sia rivolto direttamente ai magistrati. Il movente potrebbe essere legato a delicate indagini sulla criminalità organizzata portate avanti negli ultimi mesi negli uffici di Ivrea.


