Violenza di genere: Asl To4 e Procura di Ivrea formano le ostetriche
La lotta alla violenza di genere passa dai banchi di scuola e dalla formazione specialistica di chi, ogni giorno, dialoga con i più giovani. Si è concluso il percorso formativo interistituzionale dell’ASL TO4, un progetto ambizioso nato per trasformare le ostetriche in “sentinelle” capaci di riconoscere e gestire i casi di abuso e maltrattamento.
L’iniziativa, dal titolo “Contrasto alla violenza di genere: percorso interistituzionale nei contesti educativi”, segna un passo avanti cruciale nella creazione di un ponte diretto tra il sistema sanitario e l’autorità giudiziaria.
Ostetriche come “figure chiave” contro gli abusi
Perché formare proprio le ostetriche? Queste professioniste, già impegnate nei programmi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole secondarie, rappresentano il primo punto di contatto con gli adolescenti.
Grazie a questo corso, sono state preparate a:
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Riconoscere i segnali precoci di violenza e modelli di controllo disfunzionali.
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Ascoltare le vittime attraverso tecniche di accoglienza empatica.
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Facilitare il collegamento rapido con le istituzioni per garantire protezione immediata.
Una sinergia tra ASL TO4, Procura e Carabinieri
Il successo del programma risiede nella collaborazione tra diverse forze dello Stato. Il comitato scientifico ha visto la partecipazione attiva della Procuratrice della Repubblica di Ivrea, Gabriella Viglione, affiancata dai vertici dell’ASL TO4: Clara Occhiena (Professioni Sanitarie), Fabrizio Bogliatto (Dipartimento Materno Infantile) e Marcello Giove (Psicologia Adulti).
Le tre giornate di formazione hanno beneficiato anche del contributo operativo dell’Arma dei Carabinieri, con docenze specializzate per approfondire la tutela delle fasce deboli e la gestione clinico-giuridica dei casi più vulnerabili.
Educare al consenso per prevenire il futuro
La scuola non è solo un luogo di istruzione, ma un presidio fondamentale per scardinare gli stereotipi di genere. L’ASL TO4 punta sulla prevenzione primaria: promuovere una cultura del consenso e del rispetto sin dall’età evolutiva è l’unica strada per evitare che i modelli di controllo si trasformino, in età adulta, in violenza conclamata.


